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L’ingresso alla fiera di Porto

Inizio con lo stendere un velo pietoso sullo sciagurato convogliamento degli uccelli italiani verso Matosinhos. Una tragedia sulla quale mi rifiuto di entrare, scioccato e scandalizzato, di cui si erano intravisti i primi segni premonitori da me riportati in un articolo dedicato al campionato del mondo in Portogallo (ancora una volta) ma nel lontano 2010. I quesiti che allora sollevavo sono rimasti lettera morta. E ora si contano i danni.
Molti gli uccelli esposti nel grande padiglione principale della fiera di Porto a matosinhos. Un bel colpo d’occhio.
Non particolarmente significativo il padiglione dedicato al mercato, ovviamente monopolizzato da alcuni allevatori del luogo ma in cui anche realtà italiane avevano spazio più che evidente, il tutto intramezzato da stands gastronomici con la fila di gente affamata.

L'ingresso al padiglione mostra

L’ingresso al padiglione mostra

 

L'area dedicata alla vendita e alla gastronomia

L’area dedicata alla vendita e alla gastronomia

 

Una parte delle gabbie dei Fife Fancy

Una parte delle gabbie dei Fife Fancy

 

Le gabbie dei Gloster. Quelle mancanti sono di canarini italiani...

Le gabbie dei Gloster. Quelle mancanti sono di canarini italiani…

Mi limiterò a una rapida disamina dei Fife Fancy anche se devo dire di aver visto canarini di altre razze di altissimo livello, davvero al top e di levatura sicuramente mondiale. Tra questi ricordo i Border, notevoli, Razza Spagnola e Japan Hoso, ma anche Gloster.
Da allevatore con la passione per il Fife Fancy l’attenzione e il tempo maggiore l’ho dedicato a questi. Ho fatto alcuni filmati da cui ho tratto qualche immagine, non eccezionale per le condizioni di luce sfavorevoli e per il normale nervosismo dei soggetti giunti alla fine del periodo di mostra e ormai stanchi. Proprio la stanchezza dei canarini non mi ha consentito una disamina nelle stesse condizioni dei giudici che hanno sicuramente osservato canarini nelle migliori condizioni. Così si spiegano certi giudizi che, tra sabato e domenica, erano incomprensibili altrimenti. E’ normale.

 

Fife Fancy ardesia di Van Dessel

Fife Fancy ardesia di Van Dessel

 

Fife Fancy melaninico (stamm) di Bento

Fife Fancy melaninico (stamm) di Bento

Prima nota da mettere in evidenza: ben tre Fife Fancy premiati con il punteggio di 95 !
Ho qualche dubbio se davvero sia utile arrivare di un gradino oltre il classico 94 più vicini alla perfezione assoluta e inarrivabile che corrisponde a 100. Comunque ben venga il 95 a patto che un canarino con questo punteggio sia un punto di arrivo, un riferimento per i cultori della razza, un soggetto di evidente e straordinaria tipicità. Non era così.
Il verde intenso dello spagnolo Izquierdo era davvero bello per taglia e forma, estremamente aggraziato. Gli avrei dato 93 punti (per la evidente carenza nella posizione) non fosse stato per la mancanza di una penna timoniera nella coda. L’ho cercata sul fondo della gabbia ma non ne ho visto traccia. E mi resta il dubbio di un grosso errore di valutazione del giudice. Ci può stare.

Fife melaninico da 95 punti!

Fife melaninico da 95 punti!

 

Lo stesso soggetto sopra. Evidente la piuma mancante nella coda...

Lo stesso soggetto sopra. Evidente la penna mancante nella coda… Un peccato.

 

Un altro 95, del portoghese Antonio Machado, un ardesia pezzato talmente nervoso da essere allungato come un sassone, non dimostrava purtroppo alcuna caratteristica degna di nota. Anzi.

L’ultimo, un giallo del belga Vervaet, al sabato appariva come un canarino di buon livello ma nulla più.

 

Fife Fancy di Machado da 95 punti !

Fife Fancy di Machado da 95 punti !

Negli stamm melaninici ha primeggiato (assieme ad altri validi piazzamenti) il francese Darrou con canarini molto migliorati rispetto a quelli che lo hanno portato a vincere più campionati (ricordo quello a Tours in Francia) ma comunque inferiori per tipicità rispetto a quelli, per esempio, del portoghese Bento che invece è arrivato terzo. Certi misteri continuano a serpeggiare tra le gabbie dei mondiali…

 

Fife Fancy dello stamm di Darrou

Fife Fancy dello stamm di Darrou

Negli stamm dei melaninici pezzati è arrivato primo con 370 punti il tedesco Hans Jurgen Kraus con soggetti di ottima taglia, coda e rotondità ma carenti nella testa.
Negli stamm lipocromici pezzati ha vinto il francese Hamann con canarini di ottima taglia e piumaggio ma che per il resto non riuscivano a dare il meglio di sé. Non sono riuscito ad apprezzarli più di tanto. Secondo è arrivato Victor Garcia, noto agli allevatori italiani per la sua attiva presenza sui gruppi social di Facebook dedicati al Fife. I suoi canarini erano di buon livello con piumaggi ben curati.
Interessante per la qualità del piumaggio il Fife arrivato primo nei liporcomici pezzati, da 93 punti, di Kraus. Per il resto troppo nervoso per esprimere ulteriori commenti.

 

Fife Fancy dello stamm di Hamann

Fife Fancy dello stamm di Hamann

 

Fife Fancy dello stamm di Kraus

Fife Fancy dello stamm di Kraus

 

Fife Fancy di Ferreira da 95 punti

Fife Fancy di Ferreira da 94 punti

Tra i Fife Fancy che più ritengo meritevoli di segnalazione un bell’ardesia pezzato da 93 punti (secondo nella categoria) di Van Dessel, di posizione ottima, piumaggio di qualità, solo un po’ carente di dorso.
Molto bello il minuto ed elegante pezzato melaninico da 94 punti di Ferreira. Ottime proporzioni, armonia nelle caratteristiche e un carattere docile che è un plus molto importante. Bravo.
Meritevole di menzione il canarino dell’inglese Tanner esposto nei lipocromici 100%, un bel brinato di forma e testa ottimali purtroppo penalizzato da una codaccia troppo aperta. E’ arrivato terzo con 93 punti.
Naturalmente queste sono le mie personali opinioni.

Volendo dare un giudizio complessivo ai Fife Fancy esposti al 64° campionato mondiale di ornitologia devo essere diretto e schietto: buono il livello complessivo ma mi aspettavo qualcosa di più.
Davvero pochissimi i soggetti “da farsi gli occhi” e portare a casa un ricordo indelebile. Per quale motivo?
L’argomento merita una riflessione profonda che nasce dalla consapevolezza (che da anni ripeto all’ossessione) che il Fife Fancy è razza difficile (altro che!), che purtroppo esistono diverse correnti di pensiero che portano le selezioni lungo vie differenti. E’ questo il principale problema che sta vivendo il nostro beniamino pennuto. Non c’è una guida, una direttrice chiara e dominante. La stessa rappresentazione grafica dello standard sembra non essere d’aiuto e per il Fife pare corretto tutto e il contrario di tutto. Insomma esattamente l’opposto di quel che è accaduto tempo fa per il Border che oggi è razza con caratteristiche consolidate e irrinunciabili, non soggette a interpretazioni libere.
In Portogallo c’erano Fife Fancy piccoli e piccolissimi. Ok, qui ci siamo, non perdiamo altro tempo a ragionare di questo. E le teste? E i dorsi? Quelli belli secondo lo standard erano rari per non dire rarissimi… e non sono PROPRIO queste le caratteristiche peculiari del Fife, in assenza della quale potrebbe pure essere un’altra razza che nulla ha a che vedere con il nostro scozzesino?
Un secondo appunto sul tema della posizione e delle zampe. Dopo un primo fervore assatanato di qualche anno fa in cui si assistette alla rincorsa delle zampe a fenicottero, ora la situazione mondiale che emerge dal Portogallo è quella di un ritorno al passato: canarini accucciati e ben poco eleganti perché con zampe piegate a 45 gradi.
Tutto insomma concorre a definire il Fife Fancy una razza ancora “in formazione” nonostante la sua lunghissima storia e nonostante sia uno dei canarini di forma e posizione più allevati al mondo. Allora? Diamoci una mossa perché qualcosa dovrà pur cambiare!!
Tu cosa ne pensi?
I commenti sono graditi. Basta scrivere nel box qui sotto.

Fife Fancy dello stamm di Garcia

Fife Fancy dello stamm di Garcia

 

Fife Fancy brinato di Pinto Silva da 93 punti

Fife Fancy brinato di Pinto Silva da 93 punti. Peccato per la coda.

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Uno dei Fife Fancy novelli 2015 scampati. Ha caratteristiche notevoli e spero possa essere l'inizio della ripresa!

Uno dei Fife Fancy novelli 2015 scampati. Ha caratteristiche notevoli e spero possa essere l’inizio della ripresa!

Vaiolo del canarino (pox virus) anno 2015

Sarebbe stato l’anno perfetto nell’allevamento dei miei canarini Fife Fancy. L’avevo raccontato in un precedente articolo. E sarebbe stato anche l’anno della conclusione della mia ormai lunga esperienza di allevatore di questa splendida razza. Ormai gli impegni di lavoro e famiglia non mi consentono più di guardare a questo hobby come in passato. E avevo deciso che il 2015 sarebbe stato l’ultimo anno.
E poi quello che mai ti saresti aspettato… accade. E proprio a te.
Sto parlando del vaiolo del canarino, virus che è entrato nel mio allevamento a settembre. Come? Stando agli addetti ai lavori è stato portato da una zanzara e posso crederci perché in effetti nella Bassa vicino al Po dove vivo quest’anno le zanzare sono sembrate in aumento. Nella moltitudine qualcuna, magari una di quelle nuove, piccolissime, che vengono da chissà quale continente, deve essere passata dalle zanzariere che proteggono anche il mio locale di allevamento.
E così quella “pestilenza” di cui avevo letto solo sui libri di canaricoltura è arrivata. Sia chiaro, ne conoscevo gli effetti infausti ma solo per essermi documentato e per aver sentito che alcuni allevatori, in realtà pochissimi, ogni anno vaccinano i loro canarini contro il Pox Virus, nome scientifico. Altro non sapevo anche perché, ho scoperto, chi ha avuto il vaiolo nei suoi canarini tende a starsene zitto, forse perché ha paura di non riuscire a cedere lo stock in surplus. O per altri motivi… E tace.
Io invece faccio esattamente il contrario e spiego. Metto la mia esperienza a disposizione di tutti gli allevatori di canarini raccontando la mia avventura 2015 con il vaiolo del canarino. Anche perché, lungi dall’essere un problema che si radica tra le mura dell’allevamento, è un virus che ha un suo inizio e una sua fine, proprio come quello dell’influenza tra noi umani. E quando se n’è andato si torna alla normalità.
Oggi, a distanza di oltre un mese dall’ultimo soggetto contagiato, i canarini che sono sopravvissuti sono TUTTI in perfetta forma, in grande attività e i maschi in perfetto canto. Pronti per affrontare la prossima stagione riproduttiva. Sì, proprio così. Ho rinviato la “chiusura” del mio allevamento di canarini. Almeno per un poco ancora. Vedremo.
Quindi, passata la bufera, i canarini non sono contagiosi come qualcuno pensa. L’hanno scampata, al più si sono auto vaccinati. Tutto qui.
Ci sono due forme principali di vaiolo del canarino. Una si manifesta con l’occhio gonfio e purulento. Nonostante sia una pena vederli in quello stato questa è la forma meno drammatica. Ne muore una certa percentuale, anche significativa, ma gli esiti sull’allevamento non sono di totale distruzione.
Poi c’è la forma respiratoria, la più infausta, quella che è accaduta da me.
Credo che la mia avventura con il Pox Virus sia meglio riassunta dal diario. Eccolo.
2015
Metà settembre: come ogni anni prelevo dalla grande voliera dei novelli alcuni canarini che riesco a prendere col retino. Di questi ne tengo alcuni che mi sembrano interessanti e li metto nella stanza accanto, quella di allevamento, in tre volierette da 120. Sono una ventina circa.

18 settembre – venerdì
Mentre riempio la mangiatoia nella grande voliera dei giovani mi accorgo che 3 canarini boccheggiano, respirano ritmicamente a becco aperto. Cosa mai vista nel mio allevamento che, per mia fortuna, non ospita se non rarissimamente canarini con problemi respiratori.
19 settembre – sabato
I canarini che il giorno prima boccheggiavano ora sono morti. Penso che sia il dovuto prezzo da pagare per una annata straordinaria per quantità e qualità. Cambio idea quando vedo nel gruppo dei novelli che ne conta circa 150 altri 3 canarini che boccheggiano.
20 settembre – domenica
Due dei canarini con problemi respiratori visti il giorno precedente giacciono sul fondo della voliera. OK c’è un problema!
21 settembre – lunedì
Chiamo il veterinario specializzato in patologia aviare che, gentilmente, mi dà appuntamento per il giorno stesso. Fa l’autopsia su due soggetti defunti. Rinviene i segni di una emorragia cerebrale ma solo su uno. Preleva campioni del fegato per un esame approfondito presso un laboratorio cui spedirà il giorno stesso il materiale.
Sulla base della sua esperienza tenta una diagnosi provvisoria in attesa del referto. Probabile atoxoplamosi, una forma di coccidiosi o comunque curabile con farmaci anticoccidici.
Inizio subito il trattamento prescritto ma non ho alcun beneficio. Anche nei giorni a venire i canarini muoiono (sempre dopo episodi acuti di respirazione con affanno) alla media di 3-5 al giorno, tutti nella stessa grande voliera dove sono alloggiati i novelli. A quel punto è evidente che c’è qualcosa di importante. Con il veterinario tentiamo anche di cambiare la cura ma l’esito non cambia. Prima iniziano a respirare male, a becco aperto e occhi chiusi, poi dopo 1-5 giorni muoiono.
Sono disperato e sollecito il veterinario che chiami il laboratorio universitario cui ha inviato i campioni. Serve al più presto il responso per organizzare una cura mirata!
2 ottobre – venerdì
Arriva l’esito degli esami. Finalmente si capirà qual è questa malattia strana che sta falcidiando i giovani del mio allevamento. Le notizie non sono buone, anzi sono pessime: canary pox virus !!!! Ovvero vaiolo del canarino, ovvero “esito infausto” che significa: non c’è farmaco che possa curare!
Intervengo somministrando a tutti i canarini un antibiotico per coprirli dalle infezioni secondarie. Infatti il virus ne abbatte le difese immunitarie e alcuni muoiono non per il vaiolo ma per le complicazioni dovute ad altre infezioni che si sono insinuate in un ambiente tanto favorevole.
Ogni giorno raccolgo dalla voliera dei giovani 3-5 canarini morti, tutti dopo avere manifestato respiro ritmico e con grande affanno, come se mancasse l’aria e stessero per morire soffocati.
Nei giorni a venire cerco il vaccino contro il pox virus del canarino ma scopro che non è stato prodotto nel 2015. L’azienda farmaceutica, mi dicono francese, pare abbia sospeso la produzione perché non remunerativa. E la federazione italiana che riunisce gli allevatori di uccelli (FOI) non è intervenuta in alcun modo. Tutto tace. In sostanza pare essere reperibile solo qualche fiala di vaccino scaduto da alcuni mesi. Mi metto alla ricerca ma anche quello risulta introvabile. Solo dopo giorni riesco a reperirne uno, pare non scaduto e di altra produzione.
10 ottobre – sabato
vaccino tutti i canarini dell’allevamento iniziando prima dai soggetti che non manifestano segni di malattia per finire con quelli già evidentemente compromessi.
Nei giorni a seguire continuano a morire canarini, quelli che ormai da giorni versano in pessime condizioni di salute e tutti con respiro affannoso. La gran parte viene dalla voliera dei giovani ma un paio anche da quelli ospitati in alcune volierette da 90 dove avevo messo i soggetti a rischio.
17 ottobre (8 giorni dal vaccino)
due canarini nella voliera degli adulti messi in isolamento perché respiravano in modo ritmico e affannoso. Uno dei due, in realtà un giovane dell’ultima covata, muore in giornata, l’altro il giorno dopo.
Si tratta dell’inizio del virus anche nella voliera degli adulti, finora risparmiata. E’ evidente che gli adulti hanno maggiori anticorpi dei giovani e sono più resistenti.
18 ottobre
a un mese dall’inizio del problema la situazione è questa:
3 voliere da 120 con canarini giovani alloggiati poco prima dell’inizio del virus.
3 voliere da 90 e un paio di gabbie da cova con soggetti che ho tolto dalle voliere dei giovani perché apparentemente non ancora contagiati.
Nella voliera dei giovani sono rimasti solo in 5 che sembrano aver passato indenni il contagio perché rimasti sempre all’interno di questa stessa voliera dov’è nato il problema e che ha mietuto la gran parte delle vittime. Questi 5 dimostrano normale vivacità, salute normale e uno canta.
Quando capita di vedere un canarino sofferente nella voliera degli adulti lo passo subito in questa perché so già quale sarà l’esito.
19 ottobre
un primo canarino è contagiato pur ospitato in una delle 3 volierette da 120 dove stanno quelli spostati prima dell’inizio.
TUTTI I CONTAGIATI MORIRANNO, ma il tempo di permanenza in vita, pur con sofferenza e respirazione affannosa, si sta allungando.
Non mi pare di rilevare in nessuno dei canarini i segni di pustole nel punto di inserimento dell’ago nella cartilagine durante la vaccinazione, cosa che sembrerebbe essere indispensabile vedere per avere conferma dell’effetto!
28 ottobre
trovato ancora un adulto boccheggiante nella voliera. Gli altri non dimostrano segni di contagio e alcuni maschi cantano. Morirà anche questo, così come tutti gli altri contagiati e con respiro affannoso. E’ questo l’ultimo canarino che si è ammalato. Gli altri, anche a contatto con infettati, non presenteranno più problemi.
2 novembre
trovato e messo nella voliera dei giovani un adulto di tre anni che ha un rantolo respiratorio molto rumoroso. Contrariamente a tutti gli altri infettati non boccheggia a becco aperto e addirittura canta. Lo stato di salute è buono.
Muore oggi il canarino giovane proveniente dalla voliera da 120. La morte è avvenuta dopo ben 2 settimane dall’evidenza del contagio. Ormai è chiaro che il virus è in fase terminale.
7 novembre
situazione: il maschio adulto di tre anni ha una respirazione rumorosa (a becco chiuso) ma per il resto sta benissimo. Ormai da diversi giorni non si notano altri soggetti contagiati che respirino in modo affannoso. Tutti i maschi cantano, adulti e giovani.
Il bilancio del vaiolo del canarino nel mio allevamento amatoriale: morti circa 85% dei giovani (ma sarebbero stati di più se non avessi separato alcuni giovani poco prima dell’inizio del contagio) e circa il 50% degli adulti.
Il mio allevamento 2016 riprenderà con circa 20 giovani e circa 20 adulti rimasti, tutti in formissima.
Il virus non ha vinto.

 

Ringrazio tutti gli amici dei Fife Fancy che mi hanno chiamato per sapere come mai non esponevo alle mostre quest’anno e ringrazio gli allevatori e i veterinari che si sono prodigati per fornirmi consigli e segnalazioni. Grazie a tutti!!!!

 

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Fife Fancy novello, futuro giallo brinato pezzato, probabile maschio.

 

Di solito faccio il punto della situazione del mio allevamento di canarini Fife Fancy ad Aprile. Quest’anno non ne ho avuto il tempo e ne parlo quasi in chiusura della stagione riproduttiva. Proprio così, qui da me l’inizio di Giugno segna la fine degli sforzi riproduttivi dei miei canarini e l’entrata in voliera graduale di tutti i soggetti, adulti e novelli, in voliera per la muta.
Alcuni giovani svezzati sono già nel volierone loro dedicato da alcune settimane e ora tocca agli altri.
Nei prossimi giorni anticiperò il lavaggio delle prime gabbie da riproduzione svuotate, e ce ne sono!

Devo dire che, ad ora, posso considerare l’annata 2015 come eccezionale.
Le coppie sono entrate in estro regolarmente tra fine febbraio e marzo, hanno deposto con abbondanza e hanno riempito i nidi di uova in gran parte gallate e poi schiuse.
La mortalità neonatale è stata insignificante numericamente e quella di soggetti impiumati praticamente nulla o quasi.

 

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Nonostante abbia ridotto drasticamente il numero di coppie rispetto al 2014 e mi sia concentrato soltanto sui Fife Fancy, la quantità dei soggetti allevati è più che buona, per i miei obiettivi di selezione è decisamente ottimale. Molti meno soggetti da cedere e più da studiare e coccolare per il futuro anno come riproduttori.
Nessuna malattia presente in allevamento, zero antibiotici usati, novelli belli e sani, robusti e ben impiumati. Nessun problema di acari.
Insomma il 2015 andrà iscritto negli annali come il mio migliore anno di allevatore di canarini.
La qualità?
Bè, meglio attendere con pazienza una completa muta delle penne e ne riparleremo a Ottobre.
Ma… certe testine belle tonde, certi corpicini a ovetto mi fanno sperare bene.
Come chi mi conosce sa, io non allevo per le mostre ma per la qualità del ceppo in relazione allo standard del Fife Fancy.
Da questo punto di vista mi pare che l’annata in corso possa segnare il salto di un ulteriore gradino nella infinita scala per raggiungere il Fife Fancy che ho in testa…..

 

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Gianni Mambrini festeggia con le sue medaglie al collo

Gianni Mambrini festeggia con le sue medaglie al collo

La brutta notizia mi era arrivata con un messaggio sul cellulare. Credevo che avessero sbagliato cognome. Invece no, purtroppo era vero. Era lui.
Sono stato a rendergli il mio piccolo omaggio e nella camera ardente ho trovato presidenti e soci delle varie associazioni ornitologiche del nostro territorio. La Fenice le raccoglie in gran parte e Gianni era un attivo collaboratore della mostra a Prato di Correggio.
Scrivo solo ora, a distanza di qualche settimana, perché ho trovato nel mio archivio la foto, già pubblicata, che lo ritrae durante un recente campionato italiano in cui mi ha chiesto uno scatto per immortalare le sue medaglie al collo.
Gianni era così, entusiasta, carico di energia che esprimeva con tutti. E quando vinceva era incontenibile, di innata simpatia.
Conosco Gianni da molti anni, fin da quando, non ancora in pensione, esponeva i prodotti di abbigliamento nel suo banco di ambulante a Guastalla dove vivo. Ogni volta che passavo era l’occasione per fare due chiacchiere sul nostro hobby e sul comune amore per il piccolo canarino Fife Fancy.
Quando cessai l’allevamento per motivi di lavoro, Gianni si precipitò a casa mia dopo una mattina di lavoro al mercato e venne a scegliere i Fife Fancy per costituire la basi del ceppo “Daolio” che mi assicurò avrebbe continuato a selezionare.
Fu così. Ne ebbi conferma alcuni anni dopo quando, risolti i problemi, decisi di ricominciare. Volevo ripartire dal mio ceppo o, meglio, da quello che ne rimaneva in giro presso i vari allevatori che avevano avuto i miei canarini. Andai anche da Gianni che mi mostrò il quaderno con i soggetti nati nei vari anni nella pagina con scritto in alto “O74N”, il mio numero di RNA…
Ricordo ancora che comprai un maschio brinato verde discendente dalla mia linea di sangue.

Ci si vedeva a Bologna, a Reggio Emilia, agli italiani e soprattutto a Correggio dove in più di un’occasione mi ha dato una mano per ingabbiare, visto che come al solito andavo di fretta e non riuscivo a curare i canarini come avrei dovuto. E allora mi rimproverava per la mia premura (e aveva ragione!) e mi cercava i posatoi giusti per le gabbie da esposizione. Finito l’ingabbio pretendeva bonariamente che passassi in rassegna i suoi Fife Fancy e ci teneva al mio giudizio, soprattutto sui bianchi, i preferiti.

Gianni era questo e ora i suoi Fife Fancy lo hanno salutato. Per sempre.
Se n’è andato per un infarto che l’ha colto serenamente nel suo letto alla mattina prima di alzarsi. Un sonno dolce da cui non si è più risvegliato.
Chissà come si saranno meravigliati i suoi canarini quando non l’hanno visto aprire la porta per portare il cibo fresco della mattina.
Hanno però visto dei vigliacchi, dopo pochi giorni. Gente senza scrupoli che si è introdotta nel suo allevamento e ha portato via tutto: Fife Fancy, Border e Llarguet. Un furto schifoso ancor più perché vile, commesso quando Gianni non poteva essere lì a proteggere i suoi beniamini che tanto amava.
Non riesco a immaginarmi Gianni cupo e furente.
Lo ricordo con quel sorriso che mi ha sempre regalato e di cui lo ringrazio.

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Anche quest’anno mi è mancato il mondiale. Quindi volentieri riporto il racconto dell’esperienza dell’allevatore Giuseppe Ciriminna, presente sul posto, autore anche delle foto.

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E finalmente la stagione mostre volge al termine, con tutti i pro e i contro classici di ogni anno, e come alla fine di un pasto che si rispetti arriva anche il dolce per molti ma non per tutti il famigerato campionato mondiale di ornitologia, quest’anno targato Olanda, località Rosmalen, centro fieristico Autotron.
Ma a Novembre iniziano a circolare alcune indiscrezioni che si fanno certezze a Dicembre. Come una mannaia l’ombra del virus “aviaria” si abbatte sulla prestigiosa competizione…. Cala il silenzio, timidamente i pro della competizione cercano informazioni ufficiose, ma di ufficiale non ci sarà mai nulla, ne pro ne contro, si sa solo questo:
Nel momento in cui si andasse a riscontrare un caso, anche uno solo, di influenza aviaria, tutto andrebbe bruciato, cioè tutti i soggetti presenti in mostra con le relative gabbie! Tutto incenerito!
Il mondiale non è più confermato ma da confermare!
Cirmi come presidente COM oltre che FOI potrebbe spostare il mondiale in Italia a Piacenza ?!
Gli allevatori anche tra i più forti decidono per l’astensione, mentre si aspetta che da un giorno all’altro il mondiale venga annullato… Un mondiale Fantasma?
Nessuna notizia ufficiale ancora, poi la conferma: TUTTO IMMUTATO, nonostante tutto, il mondiale si farà.
A questo punto gli allevatori abituatisi nel frattempo al rischio e in foga all’insana passione della partecipazione alla massima competizione iniziano a scartare i soggetti migliori, cercando il fratello del campione il doppione, gli stamm, e partono le iscrizioni, il numero dei soggetti sale, e si prospetta un mondiale a tutti gli effetti. Il numero c’è e la qualità? Sarà un mondiale di serie B?

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Arriviamo in mostra, non sembra che gli Olandesi siano molto ordinati, o puliti, ma fuori c’è neve e ghiaccio, dentro l’aria un po’ stantia, ma la cosa a sorprendere sono le gabbie, non tutte standard, la gabbia del gloster è quella di cartone dei canarini di colore, la gabbia Dewar è mozzata, niente cupola, un po’ più bassa: un parallelepipedo laccato in nero dove i border migliori sfiorano la testa…. Una schifezza!!! Come direbbero gli amici napoletani.
I Canarini invece ci sono e, riallenato l’occhio con le nuove gabbie dove si perdono eleganza curve e proporzioni, inizia il balletto degli scatti, ci sono bei soggetti anche quest’anno!
Notizia delle notizie: niente animali turchi, probabilmente una bella soffiata?! All’aeroporto non si sbarca nulla per un errore del certificato, unico per tutti, parla di canarini scrive tra parentesi uccelli ma non li fanno passare per la presenza di 8 esotici…
A mio avviso lo Yorkshire perde un po’ di attenzione, forse gli speculatori o coloro che lo hanno allevato per la prima volta hanno iniziato a capire che da una parte se accoppi canarini scarsi comunque il figliame non lo vendi, e che anche comprando delle belle bestie, come dice in mostra mercato Sante, da 400 euro l’una se non sai costruire le coppie, non vinci! Mentre si conferma Gloster, Scotch, giù un po’ lo spagnolo, con una partecipazione un po’ stancante e serrata, mentre torna a prendere campo, il piccolo grande Fife, e tra gli altri stella all’outsider Irish fancy accompagnato dai sui coloriti allevatori e fautori irlandesi, inglesi, e dal plurivincente nostro Valter Panozzo che mette tutti in riga ogni anno. Dietro ad Irish dal punto di vista dell’interesse ecco Llarguett e Rheinlander col Bonacini che mette giù soggetti di pregio anche confrontati con quelli tedeschi (questo è il mio punto di vista).
VOTAZIONI e GIUDIZI… Si potrebbe scrivere un libro intero ma qui… “maretta”
Tolti di mezzo i turchi, gli Olandesi sbancano, I Belgi un po’ bastonati, gli Italiani con i migliori soggetti si devono difendere, buon viso a cattivo gioco e qualcuno vince, migliora la qualità di spagnoli e portoghesi, qualche maltese coraggioso, tedeschi silenziosamente presenti, Irlandesi ed inglesi sorridenti, completamente indifferenti a punteggi e risultati, e via via tutti gli altri. Quello che più mi ha impressionato è lo standard di qualità dei border del presidente Cherubini, a questi livelli si può solo vincere, complimenti, e la continuità di nostri certi allevatori nei piazzamenti mondiali vedi Scardina nei gloster.
Tre giorni come sempre stancanti ma un altro mondiale è passato e molto è sempre da migliorare.
Giusepppe Ciriminna

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bologna-2014-daniele-best

Con il maschietto Fife Fancy best in show

Dopo un paio d’anni di assenza ho deciso di esporre i miei Fife Fancy alla mostra ornitologica di Bologna. Con sorpresa ho letto sul giornalino ABC che a giudicare non c’era il ben noto Terry Kelly, dato per sicuro dagli organizzatori, ma un giudice che, dal nome, non mi sembrava proprio inglese.
Infatti, quest’anno a lavorare tra le cavalle ben fornite di gabbie per i Fife Fancy c’era Mr. Henk Snoeren, olandese.

La fase del giudizio che si svolge al sabato è sempre molto bella e istruttiva mettendo in luce l’approccio personale che ogni giudice ha nel valutare i soggetti esposti. Mi sarebbe piaciuto vedere Snoeren all’opera anche perché, di solito, a giudizio terminato chiedo sempre quale idea si sia fatto del livello dei Fife Fancy italiani il giudice in questione. Purtroppo quest’anno non ho potuto essere presente. Tuttavia un amico ha chiesto proprio queste informazioni e le risposta avuta è stata la seguente.
Buon livello medio dei Fife Fancy esposti ma ha notato una eccessiva ricerca della piccola taglia, talvolta piumaggi troppo duri con presenza di spacchi sul petto e soprattutto canarini di scarsa rotondità.
Ecco il valore di mostre come Bologna dove ci si può confrontare con esperti giudici di altre nazioni. E’ il confronto che fa crescere e quello internazionale ci permette di uscire da ambiti troppo ristretti.
Devo anche dire che ciò che ha affermato Mr. Snoeren è più o meno quello che predico da anni e non sto certo in questa sede a ripeterne i contenuti. Basta leggere questo blog.

A Bologna ho portato 13 soggetti, di cui circa la metà si sono piazzati bene.
Ho ottenuto 4 primi assoluti, un secondo e un terzo posto, il miglior verde, il miglior intenso e il BEST IN SHOW tra i Fife Fancy. Meglio di così proprio non si poteva.
Sono doppiamente contento perché il premio va ad una linea selettiva di verdi che seguo ormai da diversi anni e che stavolta ha premiato un maschio, cosa non comune in un BEST, di norma appannaggio delle femmine, più tipiche (per questo in Inghilterra hanno creato il premio per il “sesso opposto”).

Al di là delle classifiche anche quest’anno la mostra bolognese, sempre ottimamente gestita da Roberto Guglielmi, ha dimostrato la sua posizione di riguardo nel panorama specialistico italiano con soggetti molto belli esposti e numeri simili a quelli del 2013.
C’era da farsi gli occhi e non mi è proprio possibile elencare tutti i canarini che mi hanno favorevolmente impressionato. Molto tipici i canarini di Michele Apuzzo, soprattutto i suoi brinati, quelli di Angelo Cantante (1° singolo brinato) e anche la new entry Gianpietro Munaro si è fatto decisamente onore con il premio per il sesso opposto negli intensi, stavolta femmina. Di piumaggio sericeo la femmina cinnamon intensa pezzata di Massimo Capitanio.
Ottimo livello anche per diversi altri allevatori che hanno esposto canarini molto tipici come gli amici Ferraro, Malagoli, Trapasso, Goti ed altri sicuramente validi.

L’occasione è stata piacevole per l’incontro con allevatori che non conoscevo e che seguono sempre il blog, tra cui un bel trio fiorentino. Ragazzi, nella confusione non ho memorizzato il vostro nome ma, per farmi perdonare pubblico la vostra foto. Scrivetemi nei commenti sotto questo articolo!!!!

Naturalmente ringrazio tutti per i complimenti ricevuti e… arrivederci alla prossima con i nostri Fife Fancy.

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Ardesia primo intenso sesso opposto. Allevatore Munaro.

Ardesia primo intenso sesso opposto. Allevatore Munaro.

Cinnamon pezzato intenso. Allevatore Capitanio.

Cinnamon pezzato intenso. Allevatore Capitanio.

 

I miei amici fiorentini con Angelo Cantante

I miei amici fiorentini con Angelo Cantante

L'allevatore Munaro alla sua prima volta a Bologna.

L’allevatore Munaro alla sua prima volta a Bologna.

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Il colore bianco nei Fife Fancy è uno dei più difficili.

Naturalmente parlo di ottenere canarini bianchi di alto livello in rispondenza allo standard.

E’ un colore che mette in risalto anche il più piccolo difetto di piumaggio e inoltre si vedono pochissimi bianchi capaci di avere uno stacco di testa-nuca realmente ideale per il Fife Fancy.

Quest’anno ho prodotto pochi bianchi ma devo dire che le teste mi soddisfano: tonde e con nuca evidente.

Il tutto su corpi ben tondeggianti e con zampe che si alzano molto bene.

Qui di seguito posto alcune foto di uno stesso soggetto Fife Fancy, forse quello che più mi piace nella produzione 2014.

Naturalmente ogni commento sarà gradito. Diciamo che su Facebook è decisamente piaciuto…

 

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