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Archive for the ‘Curiosità’ Category

English text at bottom of the page (in blue)!

fife-fancy-canary-quiz

Lo scorso 15 Maggio, quanti giovani canarini Fife Fancy ospitava il nido della gabbia N.32 del mio allevamento che vedi in foto?

Chi risponderà esattamente vincerà un mio Fife Fancy di qualità da consegnarsi alla prossima mostra ornitologica internazionale di Reggio Emilia a fine Novembre 2013.

Il quiz rimarrà in attesa di tutte le risposte per 30 giorni circa, poi sarà chiuso.

Per non influenzare le risposte, queste non saranno pubblicate fino alla fine del quiz (se non vedi la tua risposta non preoccuparti, è comunque registrata e sarà resa pubblica in seguito).

Vincerà chi darà la risposta esatta per primo in ordine cronologico. Quindi in caso di più risposte esatte vincerà la prima arrivata a questo blog. Per partecipare basta scrivere la risposta nel box commenti qui sotto all’articolo. Non inviare risposte via mail, non saranno valide. Per favore non inviare più di una risposta per allevatore/concorrente. Scrivi pure alla fine il tuo nome e cognome (e possibilmente di dove sei) specificando se vuoi che sia pubblicato solo con le iniziali e sarà garantito l’anonimato. E poi è un gioco, siamo seri!

E chi non desiderasse un mio canarino? Non c’è problema, si aggiudicherà comunque un mio personale omaggio.

Stai ancora leggendo? Dai, scrivi la tua risposta qui sotto nel box commenti qui sotto e inviala subito!

How many little Fife Fancy there were in the nest of my No. 32 cage (picture) last May 15 ?

A premium for the winner during next Reggio Emilia show in November!

This quiz will be online for a month but the winner will be the first to publish the correct answer in the comment box below!!

GO !!!!

Cari amici, oggi è il 26 Agosto e chiudo il quiz perchè finalmente ho ricevuto (alcuni giorni orsono) la risposta giusta.

Per sapere chi ha vinto e la foto che mostra effettivamente quanti erano i Fife nel nido devi andare su: Fife Fancy canary quiz: la risposta esatta.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato.

Daniele

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Tante uova chiare di canarino da buttare!!!

Tante uova chiare di canarino da buttare!!!

 

Nel mio allevamento amatoriale di canarini il periodo riproduttivo di quest’anno 2013 si è rivelato diverso dal solito. Chissà perché ma a riprodurre i nostri amici pennuti non ci si deve mai stupire di imparare qualcosa di nuovo ogni volta. Sono esseri viventi, perbacco!

Ho puntato su alcuni maschi riproduttori di razza Fife Fancy che, per valore rispetto allo standard, meritavano di essere accoppiati a più femmine. La cosa, che in realtà avviene spesso, stavolta si è rivelata una scelta non azzeccata. Le femmine sono entrate in condizione prima dei maschi e soprattutto di quelli scelti che, a dire il vero, anche in seguito non si sono dimostrati molto focosi. Anzi. Così ho avuto in prima covata poche uova gallate e tantissime uova chiare. La situazione tenderà un poco alla norma man mano che la stagione riproduttiva avanzerà e con essa anche la forma dei maschi. Tuttavia ad aggravare la situazione del bilancio dei miei programmati accoppiamenti ho notato una cosa che, pur se vagamente conosciuta a livello teorico, non avevo mai visto tanto evidente nel mio allevamento. Si tratta dell’imprinting nei canarini.

Di imprinting hanno scritto etologi famosi come Konrad Lorenz che aveva abituato alla propria presenza fin dalla schiusa delle uova alcune oche che lo vedevano come mamma e come tale nei suoi confronti si comportavano. Impressionante vedere certi filmati che hanno fatto storia. In sostanza quei volatili avendo memorizzato il nostro Lorenz come primo essere vivente appena hanno visto la luce, hanno avuto un imprinting nel senso che si è fissata nel loro cervello l’immagine dell’uomo come genitore.

Nel caso specifico dei miei canarini l’imprinting si manifesta con la preferenza delle femmine ad accoppiarsi con canarini dello stesso colore dei genitori. Femmine gialle preferiscono maschi gialli (intensi o brinati non importa), femmine verdi vogliono maschi verdi.

La scelta si è rivelata evidente quando le femmine hanno dimostrato di essere fortemente aggressive e di rifiutare categoricamente il corteggiamento di partner che non fossero dello stesso colore, naturalmente con mio grande disappunto visto che la genetica non va d’accordo coi sentimenti degli animali né tantomeno con le complicazioni dell’imprinting. Ho insistito, ho tentato l’accoppiamento a sorpresa, ho lasciato il tempo che entrassero “in confidenza” con una griglia divisoria che li separasse. Niente da fare, il risultato sono state uova non gallate. Neppure una.

Ho lasciato covare, ho atteso pazientemente una sempre possibile maturazione delle Fife Fancy dispettose ma quando ho riprovato l’effetto è stato il medesimo. In nessuna delle femmine di cui parlo si è verificato un cambiamento di “opinione” rispetto al maschio assegnato.

Convinto che la partita fosse persa ho preferito cambiare i piani e ogni allevatore sa bene che modificare le coppie significa ottenere nuovi canarini di valore inferiore rispetto al previsto, naturalmente salvo eccezioni.

È bastato metter un maschio dello stesso colore della femmina per avere un accoppiamento spesso immediato con la femminuccia prima riottosa. Ripeto: è stato sufficiente cambiare il colore del maschio!

In qualche caso l’unione ha richiesto qualche ora o giorno di corteggiamento ma di solito il matrimonio ha avuto luogo senza grosse difficoltà. Diverso però il caso delle mie femmine bianche, di cui due su tre rifiutano anche il maschio giallo (quando prima hanno respinto con forza il verde, troppo diverso dal colore parentale).

Ho verificato sui registri ed ho constatato che le femmine gialle in effetti avevano avuto entrambi i genitori dello stesso colore e lo stesso valeva per le verdi. Non è un caso e l’imprinting è stato purtroppo efficace. Con questo non voglio dire che sia sempre così. A tali livelli è la prima volta che accade nel mio piccolo allevamento anche se una certa preferenza di colore l’ho notata negli anni. Tuttavia bastava pazientare perché almeno in due casi su tre le cose potessero cambiare in meglio.

Naturalmente un’azione di affiatamento dei soggetti, scelti e messi assieme già molto in anticipo sulla stagione riproduttiva, è buona cosa e spesso aiuta ma a me non è stata possibile. Una certa incompatibilità di tipo “caratteriale” è comunque sempre da mettere in conto ed è frequente tra i canarini.

Ultima valutazione: per evitare questo genere di problemi sono consigliabili gli accoppiamenti tra canarini di colore diverso (per esempio gialli e bianchi ma anche gialli e verdi). Infatti non sempre l’effetto negativo dell’imprinting funziona e compromette la formazione delle coppie. In questo caso si produrranno soggetti potenzialmente immuni o con imprinting più debole. Inoltre si avranno anche pezzati che in questa ottica potrebbero ovviare completamente al problema perché manifestano entrambi i colori dei genitori. Naturalmente ci sarà da approfondire il fenomeno con nuove osservazioni.

Ogni commento a questo tema è accolto con grande favore. Lo spazio è qui sotto.

 

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fife-fancy-cinnamon-in-cova-2013

La più precoce delle mie femmine Fife Fancy del 2013

Esattamente una settimana prima dello scorso anno è iniziata la stagione riproduttiva nel mio allevamento amatoriale di canarini di razza Fife Fancy.

Sia nel 2012 che l’anno precedente la prima canarina aveva deposto il primo uovo esattamente il giorno 20 febbraio con un sincronismo perfetto tra i due anni!

Quest’anno 2013 invece le femmine si sono dimostrate mature un po’ prima ed il 13 febbraio ho visto il primo uovo, subito seguito come sempre da diversi altri nei giorni successivi anche da parte di altre femmine che nel frattempo avevano cominciato a deporre. Ad avere battuto sul tempo le “concorrenti” è stata una Fife Fancy giovane di colore cinnamon la cui foto è stata pubblicata lo scorso autunno.

La cosa mi ha un po’ sorpreso anche perché il ciclo del fotoperiodo con luce artificiale era regolato come l’anno precedente. Di più ha sorpreso i maschi Fife Fancy e questo è decisamente più grave. Infatti quasi tutti i maschi dimostravano, e in parte ancora dimostrano oggi, un estro ancora incompleto. Mi aspetto quindi una prima covata con tantissime uova chiare.

Questo è il prezzo da pagare quando si anticipano le cove rispetto al calendario naturale.

So che tanti allevatori stanno iniziando proprio in questi giorni mentre altri, davvero anticipatori, hanno già i pullus che crescono vispi.

A tutti va il mio “in bocca al lupo” per la stagione riproduttiva 2013.

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Il centro di Guastalla, dove vivo

Vivo nella Bassa padana e sono stato spaventato dal primo terremoto del gennaio di questo 2012, registrato dalla tv nazionale e subito dimenticato perché il grado della scala Richter era tutto sommato passabile e non c’erano danni evidenti alle cose. Purtroppo per noi che l’epicentro l’avevamo avuto a dieci chilometri il ricordo rimaneva forte.

Poi il 20 Maggio il terremoto nella Bassa modenese e ferrarese con crolli e morti. Poi ancora il 29 Maggio nella Bassa modenese, mantovana e reggiana, ben più vicino alla mia casa. Paura, terrore, insicurezza, altri morti sotto le macerie mentre la mia cittadina veniva transennata per metà con tanti uffici, negozi, chiese e palazzi chiusi ma, per fortuna, senza danni troppo evidenti. Questa è la cronaca del tragico 2012. E qui mi fermo perché vorrei parlare dei canarini, dei miei canarini.

Ricordo molto bene alcune scosse nel passato, diciamo una decina d’anni fa. La reazione dei canarini, di notte, fu tremenda. Scossi dal movimento sussultorio e spaventati, sia quelli in gabbia che quelli in voliera presero il volo in totale oscurità andando inevitabilmente a battere contro le pareti provocandosi profonde ferite e traumi. Nonostante il mio pronto intervento accendendo la luce in allevamento, dovevo constatare che il disastro era compiuto con diversi soggetti sanguinanti sul fondo di gabbie e voliere. Si può ben capire come i terremoti, anche di basso grado, mi creino tensione pure per gli indifesi pennuti del mio allevamento amatoriale. Quando capita mi precipito sempre in mansarda per evitare guai maggiori ai miei Fife Fancy.

Lo stesso ho fatto dopo la forte scossa notturna (ore 4 circa) del 20 maggio scorso. Nonostante la botta, accesa la luce nei locali dei miei canarini, rimasi sorpreso nel trovare tutto in ordine e Fife Fancy assonnati, tutt’altro che spaventati. Ritengo che la scossa, molto forte, sia stata tollerata dai canarini perché ondulatoria e i pennuti devono aver pensato, come i loro lontanissimi avi selvatici, che quello fosse un forte vento notturno che faceva ondeggiare i “rami” su cui erano posati.

Ma i canarini avranno percepito il pericolo di quest’evento naturale ma denso di pericolo? Come l’avranno metabolizzato?

A questa domande non so rispondere: servirebbe il miglior etologo in circolazione. Forse ci potrebbe aiutare Danilo Mainardi. In mancanza di questo supporto scientifico devo registrare in modo assolutamente empirico un anomalo comportamento.

Complice forse anche un certo mutamento climatico con temperature ballerine, durante i giorni successivi, nelle gabbie in cui i piccoli erano in fase di crescita ho trovato ben cinque pulli espulsi dal nido, ormai defunti. Nel resto dell’annata riproduttiva avevo avuto solo altri due espulsi da un’unica femmina adulta. Si trattava quindi in quel caso post-evento di più canarine nervose a seguito del terremoto?

Sempre in quei giorni altre due canarine hanno abbandonato la cova costringendomi a spostare a balie le uova ormai fredde.

Inoltre ho notato che un maschio vispo e canterino su cui contavo molto per l’unione con un paio di canarine per la seconda covata era divenuto tutto ad un tratto piuttosto silenzioso. Non mi è servito molto per verificare che era entrato precocemente in muta alla fine di Maggio. E con lui anche un altro maschio di lì a poco.

Tutti effetti del terremoto quindi?

Ancora non posso dirlo ma la coincidenza mi sembra forte.

A questo punto chiedo il supporto di chi mi legge per commentare queste mie esperienze mettendo a confronto dati e pareri.

Puoi scrivermi in posta elettronica o nel box commenti sotto questo articolo. Grazie.

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Il cartellino che identifica ogni gabbia

Con la puntualità di un orologio svizzero anche l’annata riproduttiva 2012, nel mio allevamento amatoriale di canarini Fife Fancy, è regolarmente iniziata.

Lo scorso anno la prima femmina in cova ha iniziato a scaldare le uova il 2o febbraio. E così anche l’anno precedente.

Quest’anno sono due le Fife Fancy che hanno iniziato in contemporanea la cova ma anticipando di due giorni: il 18 febbraio.

Conto come al solito di chiudere l’annata verso la fine di maggio e questo anticipo mi è utile per programmare la stagione riproduttiva.

Nella foto ho inserito un dettaglio di uno dei miei cartellini segna-gabbia.

Uso da anni questo modello che mi sono creato con un minimo di pazienza al computer. Ha il vantaggio (pura teoria!) di farmi tenere a mente lo standard del canarino Fife Fancy, riprodotto in un disegno che rappresenta non lo standard ufficiale ma la sua evoluzione come molti allevatori vedono in Gran Bretagna.

Questo cartellino ha il pregio di essere molto visibile ed è impossibile confondere la gabbia anche se, come nel mio caso, la batteria è bella fitta.

Non ho previsito l’inserimento di altri dati, tipo gli identificativi della coppia o altri dati tipo uova, data cova ecc.

In realtà ritengo che il cartellino serva solo ad indicare senza errori la gabbia giusta perchè io delego completamente al registro cove tutti gli altri dati utili a gestire la riproduzione nel mio allevamento domestico.

Finora direi che questo tipo di cartellini ha svolto egregiamente il suo compito.

Buon allevamento a tutti gli allevatori di canarini per i quali sta iniziando la stagione più pesante ma sicuramente più carica di soddisfazione!

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Devo dire la verità: mi piace da impazzire osservare i canarini mentre fanno il bagno e notare che ne godono visibilmente.

Il bagno, pur non giornaliero, è una prassi nel mio allevamento. Mi trattengo dal fornire le vaschette ai canarini solo durante il periodo di allevamento della prole e nelle giornate umide e piovose del periodo autunnale-invernale. Infatti l’eccesso di acqua che si accumula sotto forma di spruzzi nelle gabbie può diventare un problema quando c’è contatto con le feci anche se si usano le griglie di fondo. Meglio quindi non abusare del bagnetto e fornirlo quando c’è il sole  e le giornate sono asciutte.

Anche in inverno? Certo!

Come testimonia il filmato e le foto allegate l’inverno è un periodo ideale per più motivi:

– i canarini si mantengono puliti

– la salute dei canarini ne giova

– se c’è un soggetto a rischio il fatto che non faccia il bagno lo pone in risalto e va osservato con cura. Non sempre, ma in molti casi quel canarino dimostrerà di essere più facilmente soggetto a qualche patologia perchè meno rustico e potenzialmente meno sano.

Il bagno invernale è perciò uno degli elementi che ogni buon allevatore deve considerare per tenere sotto controllo il livello di salute del proprio allevamento.

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Sono reduce da un intervento chirurgico e sono mie compagne le stampelle da tre settimane. Si può ben capire come abbia delegato la tenuta del mio allevamento a mia figlia che si è rivelata bravissima ad accudire le voliere piene di adulti e novelli.

Piccoli tardivi

Grazie all’aiuto odierno del mio amico Luigi ho pensato di liberare le ultime gabbie cova da genitori e piccoli in gran parte ormai svezzati anch’essi pur essendo nati all’inizio di giugno.

Le capaci voliere li hanno accolti e ora sono tutti assieme agli altri a farsi i muscoli volando liberamente.

La sorpresa è venuta quando Luigi ha svuotato l’ultima gabbia da cova dove stava una coppia di Spagnoli con quattro piccoli belli in forma.

Catturati cinque dei sei ospiti, rimaneva solo la femmina che non si faceva prendere e s’infilava nel nido, ormai sfatto dalla precedente covata. Quando anche questa è stata presa, con la spagnolina ancora in mano Luigi dà un’occhiata al nido prima di buttarlo nella spazzatura. Ed eccoli! Due piccoli nati da poco alzavano la testolina!

E’ la prima volta che mi succede di avere ancora pulli appena nati alla metà di luglio e svezzati probabilmente attorno a ferragosto. Sarà un’esperienza pilota per studiare la loro evoluzione nel senso della crescita, della muta e della maturazione per il prossima anno di riproduzione. Vedremo come si comporteranno rispetto a tutti gli altri nati in un periodo più propizio e sicuramente ben lontano dai caldi afosi di questi giorni!

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Come promesso pubblico sul blog la mia intervista uscita sul numero di Maggio 2010 di Italia Ornitologica

Intervista al giudice FOI Camillo Napolitano
Durante l’ultima specialistica 2009 dei Canarini di Forma e Posizione tenutasi a Bologna c’è stata una novità. Almeno per il mondo degli allevatori del Fife Fancy.
Con i giudici provenienti dal Regno Unito, considerati i più esperti al mondo per certe razze, assieme al giudice inglese incaricato del giudizio dei Fife Fancy c’era anche un italiano, il giudice FOI Camillo Napolitano, allevatore della razza da 20 anni.
Camillo ha quindi partecipato al giudizio esaminando i soggetti esposti, gomito a gomito con il giudice inglese di grande esperienza Mick Major. Credo che tutti gli allevatori italiani di questa splendida razza di canarini siano curiosi di sapere com’è andata:
– Come mai un giudice italiano a fianco del collega inglese? A chi è venuta l’idea per il Fife?
L’idea di affiancare un giudice Italiano ad uno del Regno Unito è sempre stato un vecchio  pallino del F.F.C.C.I. e quest’anno è stata messa in pratica grazie all’indicazione del giudice internazionale Angelo Ronchi (ottimo giudice, nonché esperto di Fife) che mi ha scelto anche perché allevatore della razza.
– Una volta che il soggetto è sul “trespolo” come viene giudicato dai tuoi colleghi d’oltre Manica?
La differenza tra noi giudici italiani e i colleghi d’oltre Manica è tutta contenuta nel giudizio a confronto. Questo metodo non lo avevo mai praticato in gare ufficiali e l’ho trovato molto rapido ed efficace per l’assegnazione del Best. Mentre per la valutazione dei rimanenti soggetti, da podio, ritengo più efficace il metodo nostrano a scheda valutativa. Questo era  un mio punto di vista, diventato certezza in questa mia recente esperienza.
Per questo motivo spero che nelle prossime specialistiche venga presa in considerazione la possibilità di applicare il “giudizio a scheda valutativa” almeno per le prime cinque posizioni dando così un tocco di italianità.
In pratica il giudizio dovrebbe risultare essere una fusione perfetta tra i 2 metodi. In prima fase, attuando il metodo Inglese, verrebbero scelti i soggetti migliori tramite “valutazione a confronto” poi, in seconda fase, per la valutazione dettagliata delle prime 5 posizioni di ogni categoria (con punteggio minimo 90), verrebbe applicata la “scheda valutativa”. Quali i vantaggi di questo metodo misto? Il giudizio, anche se applicato a centinaia di soggetti, risulterebbe rapido e senza possibilità di errori o incomprensioni e, cosa molto importante, ogni allevatore che si ritroverà i propri soggetti con scheda valutativa compilata, e quindi tra le prime 5 posizioni, vivrà una gioia meritata. Inoltre, e non per ultimo, tutti gli allevatori che non avranno raggiunto le prime posizioni, si sentiranno tra di loro alla pari e, quindi, invogliati a continuare, a ritentare perché non condizionati da punteggi bassi.
–      Ti sei sempre trovato d’accordo col collega?
Certamente. Tutto si è svolto nella massima collaborazione e fiducia.
– Quale, per loro, il punto fondamentale da osservare in un Fife Fancy?
Sicuramente prediligono molto il piumaggio. Ho osservato bene l’elegante comportamento di mr. Major nello svolgere il suo compito di giudice. Per tutta la fase è rimasto sempre in piedi concentrato al massimo anche quando ero io in fase di giudizio. Spesso si è preso delle pause, concordandole con me,  solo ed esclusivamente perché ha voluto giudicare tutti i soggetti con la stessa intensità di luce, segno di massima professionalità e rispetto verso tutti gli allevatori in gara. Nel corso della valutazione ha più volte palesato, persino comunicandomelo, la sua continua attenzione verso il “piumaggio dei soggetti”, infatti alla fine i soggetti scartati sono risultati quelli dal piumaggio peggiore.
– E per te qual è l’elemento prevalente nel giudizio?
Noi giudici italiani, applicando il sistema di giudizio a “scheda valutativa”, valutiamo i soggetti in base a tutte le caratteristiche richieste dallo standard di razza.
– Per te è indispensabile la gabbia Dewar o può andare bene pure la gabbia “italiana” per valorizzare il soggetto durante il giudizio?
Se guardiamo l’ultimo mondiale del Portogallo le nostre gabbie sono delle signore gabbie. La Dewar è  per così dire la perfezione ma a mio parere non indispensabile per valorizzare ciò che come allevatori  abbiamo già valutato nei nostri allevamenti.
– Da sempre si ritiene che gli inglesi abbiano un occhio più per la qualità e tessitura della piuma e per il colore di fondo piuttosto che per la forma del canarino. Sulla base della tua esperienza, è vero?
Si, confermo, mr. Major per prima cosa controllava la qualità delle piume indicandomi i difetti  e poi passava al resto.
– Al di là dell’esperienza bolognese, in generale con quali giudici ti sei trovato più in sintonia?
Non potrei rispondere a questa domanda senza nominare il mio maestro Gaetano Acella neo  giudice internazionale con cui ho condiviso una parte del mio percorso formativo, mi ha  sempre consigliato e indirizzato nelle scelte.
Poi sicuramente Angelo Ronchi che oltre a essere attento e scrupoloso è molto professionale. E certamente Giuliano Passignani, simpatico, ammaliante, trascinatore ed esperto a 360° che non smetterebbe mai  di parlare di qualsiasi tipo di canarini.
– Cosa ha imparato il giudice Camillo Napolitano da questa nuova esperienza?
Ho avuto le conferme che desideravo. Gli Inglesi sono tanto bravi quanto i giudici Italiani, in  particolare se allevatori della razza.
–     E, invece, cosa ha imparato l’allevatore Camillo Napolitano?
Da sempre ho provato interesse e trasporto verso i Canarini e grazie a questo amore, nell’arco del tempo, ho potuto arricchire la mia vita anche con tanti nuovi amici appassionati come me ed oggi posso affermare che quest’amore si è protratto persino oltre frontiera.
– Un’esperienza da ripetere?
Sicuramente sarei felice di poter ripetere questa stupenda esperienza.

Camillo e Mick in fase di giudizio. Immagine tratta da un video di Massimo De Giglio

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La corda di iuta grezza

Soprattutto quando le canarine sentono l’arrivo della stagione degli amori, siamo costretti ad avere a che fare con il vizio dello strappo delle piume.

Capita quindi che più femmine assieme (ma capita anche ai maschi) furbescamente e con grande determinazione cerchino di strappare le piume delle compagne di gabbia.

Il risultato spesso è solo di un danno estetico. Ma certo è fastidiosi notare femminucce con la coda e le timoniere rivolte all’insù o addirittura smangiucchiati.

Raramente si può notare un iniziale sanguinamento quando il tentativo maldestro di strappo ottiene esiti infausti.

Per ovviare all’inconveniente io metto corde grezze di iuta all’interno dei gabbioni in cui ospito i soggetti non ancora pronti per la gabbia singola. Le appendo alla grata superiore e le lascio penzolare per la gioia dei canarini che si mettono a tirarle a più non posso sfilacciandole sapientemente.

E’ un trucchetto che, di norma, funziona.

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Il Fifecottero

In questi ultimi anni è letteralmente esplosa tra i cultori del Fife Fancy la ricerca estenuante di zampe alte, un bel paio di arti lunghi e drittissimi alla vista.
Sia ben chiaro: di fronte ad anni in cui questa caratteristica è stata posta molto spesso in secondo piano rispetto ad altre, è chiaro che un’inversione di tendenza ovvero una scelta selettiva in questo senso andava fatta da parte di chi alleva.
In effetti il Fife, essendo un piccolo Border, sta seguendo lo stesso percorso evolutivo del cugino più grande che solo quando la posizione si è ben fissata su due zampe chiaramente dritte ha potuto far emergere la naturale e splendida armonia di un tipo di canarino che salta sui posatoi con la stessa grazia e leggerezza degne di una ballerina con tutù.
Rispetto a questo obiettivo, per il Fife Fancy, siamo in forte ritardo, perciò l’avanzare verso l’ideale di buone zampe su un corpo tondeggiante è cosa dovuta. Ma l’occasione è ghiotta per alcune riflessioni.

La corsa alle zampe alte e lunghe ha assunto connotati simili ad una moda, quasi ad un diktat assoluto, tanto imperioso che potrebbe far passare in secondo piano alcune esigenze fissate dallo standard ed altrettanto importanti come altrettanto mancanti in moltissimi Fife esposti alle mostre.
Parlo di teste ben rotonde e non invece a forma di pollice (che proprio rotondo non è). Parlo pure di piumaggi che dovrebbero essere sericei e ben compatti e spessissimo sono al contrario mossi quando non ruvidi. Parlo di quel potente effetto nuca che purtroppo è solo un sogno per la gran parte dei Fife Fancy che gareggiano nelle competizioni ornitologiche. E potrei continuare.

Sono andato a far visita lo scorso anno ad un amico allevatore di questa razza che, immediatamente, mi ha mostrato l’oggetto del suo orgoglio: il “super-canarino” arrivato direttamente dal Belgio appunto per inserire nel proprio allevamento le famose zampe dritte.
Il soggetto in sé era una brutta copia malriuscita di uno scarsissimo Fife ma aveva, quello si, due “stuzzicadenti” drittissimi al posto delle zampe. Una bestiola che dello standard del Fife Fancy aveva pochino, a partire da una schiena inesistente, piuma corta e aderente, testa insignificante. L’avrei detto all’apparenza un canarino Sassone, ma era piccolo e aveva le zampe lunghe e dritte!
L’amico mi annunciava con un certo trionfo che era finita l’era del Fife “vecchio” (che in realtà nel caso del suo ceppo aveva una buona rispondenza allo standard) e si apriva quella del Fife che “prima di ogni altra cosa” deve avere le zampe “fatte così”. E a me è venuto il brivido immaginando i possibili risultati genetici dell’immissione di quell’alieno nel gruppo delle belle femmine che aveva…

Giusto sarebbe ricordare che il bellissimo Border (quello che si vede ormai da molti anni e che ha zampe belle dritte e corpo alto e tondo che le lascia vedere molto bene) è elegante al top proprio perché questa delle zampe è UNA caratteristica che si è inserita perfettamente su soggetti che hanno al massimo livello TUTTE le altre caratteristiche, ognuna delle quali aiuta le altre a fare del Border di livello lo straordinario canarino che conosciamo.
Cosa che non sarebbe se avessimo Border con belle zampe ma senza schiena o senza stacco di testa su testine non perfettamente rotonde.

E allora ben venga la ricerca del giusto rapporto tra rotondità e zampe che dona senz’altro eleganza al canarino e ne fa una star da mostra, ma non dimentichiamo che il Fife è anche il resto!
Altrimenti sarebbe solo un piccolo fenicottero, anzi un Fifecottero.

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