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Archive for the ‘Trucchi del mestiere’ Category

fife-fancy-sfilacci-verdura

Il periodo della muta in cui i canarini cambiano piume e penne è uno dei più delicati.

Sia i giovani che i riproduttori devono necessariamente passare per questo cambiamento estetico che è assolutamente naturale e quindi non ne va esagerata la pesantezza per i nostri beniamini. Una volta si diceva che in questo periodo i canarini avevano la febbre…

Tutto si dovrebbe quindi svolgere senza traumi a livello di salute e troveremo da settembre in poi i canarini più visti che mai con i maschi che ritroveranno il canto.

Tuttavia chi espone i canarini alle mostre sa bene come durante la muta il fenomeno della pica sia fastidioso perché i pennuti in gabbia si divertono a beccuzzare i loro compagni causando spesso deformazione delle piume, spezzettamento e asportazione con ricrescita. Il tutto non è certo adatto ad una ottimale presentazione durante le mostre e talvolta buoni canarini ne risultano esteticamente compromessi. Capita più frequentemente quando sono ospitati in gabbie e gabbioni ma anche per me che li faccio mutare in ampi volieroni talvolta il problema si pone eccome.

Tra i vari elementi che si possono appendere in voliera come sfilacci vari, fili di iuta ecc., ho notato che la verdura può essere un aiuto.

Sto parlando dell’insalata dell’orto che è andata a seme, cioè non è più adatta all’alimentazione umana perché più coriacea e perché è cresciuta molto in altezza per fiorire prima e fare semi poi. Invece di estirparla dal mio piccolo orto dietro casa, la somministro ai canarini in voliera che la gradiscono enormemente. La applico con un mollettone alla rete così come la prendo dall’orto, in tutta la sua lunghezza degli steli, tagliando via solo le radici e le foglie non perfette.

Dopo averne divorate le foglie belle verdi, i canarini perdono ore e ore a lavorarne i fusti ricavandone fili lunghi che attirano sempre più perché ottimi per allenare i becchi.

La foto mostra i miei Fife Fancy che dopo aver smembrato la verdura continuano a crearne sfilacci vegetali. Si divertono e trovano una vantaggiosa alternativa al beccuzzarsi l’un l’altro.

Il radicchio sta andando a seme

Il radicchio sta andando a seme

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Il cartellino che identifica ogni gabbia

Con la puntualità di un orologio svizzero anche l’annata riproduttiva 2012, nel mio allevamento amatoriale di canarini Fife Fancy, è regolarmente iniziata.

Lo scorso anno la prima femmina in cova ha iniziato a scaldare le uova il 2o febbraio. E così anche l’anno precedente.

Quest’anno sono due le Fife Fancy che hanno iniziato in contemporanea la cova ma anticipando di due giorni: il 18 febbraio.

Conto come al solito di chiudere l’annata verso la fine di maggio e questo anticipo mi è utile per programmare la stagione riproduttiva.

Nella foto ho inserito un dettaglio di uno dei miei cartellini segna-gabbia.

Uso da anni questo modello che mi sono creato con un minimo di pazienza al computer. Ha il vantaggio (pura teoria!) di farmi tenere a mente lo standard del canarino Fife Fancy, riprodotto in un disegno che rappresenta non lo standard ufficiale ma la sua evoluzione come molti allevatori vedono in Gran Bretagna.

Questo cartellino ha il pregio di essere molto visibile ed è impossibile confondere la gabbia anche se, come nel mio caso, la batteria è bella fitta.

Non ho previsito l’inserimento di altri dati, tipo gli identificativi della coppia o altri dati tipo uova, data cova ecc.

In realtà ritengo che il cartellino serva solo ad indicare senza errori la gabbia giusta perchè io delego completamente al registro cove tutti gli altri dati utili a gestire la riproduzione nel mio allevamento domestico.

Finora direi che questo tipo di cartellini ha svolto egregiamente il suo compito.

Buon allevamento a tutti gli allevatori di canarini per i quali sta iniziando la stagione più pesante ma sicuramente più carica di soddisfazione!

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I canarini all'assalto della fetta di anguria

Si, stando almeno al calendario, l’estate è ormai finita e con essa anche quel periodo naturale ma di cambiamento dei canarini che si chiama muta.

Quest’anno  2011 però l’estate sembra ancora non trovare la sua fine reale e sicura con un clima ancora caldo e piogge che non arrivano. La muta risulta  ritardata perchè i canarini non sentono il freddo dell’incipiente autunno e allungano i tempi del completamento del ricambio delle piume.  Quindi anche per i canarini di forma e posizione è più difficile scorgere ora le reali fattezze definitive dei siggetti che tanto amorevolmente abbiamo condotto fin qui dopo la fase di nascita e svezzamento.

Siamo alle porte della grande stagione delle mostre e purtroppo per me quest’anno mi sta dando impegni su altri fronti ed ho poco tempo per i miei beniamini alati e per l’hobby.

Spero di trovare più tempo per dedicarmici al più presto, altrimenti dovrò pensare di non esporre soggetti quest’anno.

Allora pubblico una foto di qualche settimana fa, in piena estare agostana, quando i miei Fife Fancy  si cibavano avidamente delle scorze di anguria che mettevo per loro in voliera. Dissetante e rinfrescante nel caldo torrido della mia mansarda.

Io in estate fornisco volentieri anche cetrioli che hanno un simile potere rinfrescante. In più i canarini gradiscono visibilmente!

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Cotone, pelo animale e misto, juta.

Un nido ben fatto è anche un piacere per gli occhi.

E’ raro che tra allevatori si parli del materiale per il nido dei canarini. Lo si dà per scontato anche se proprio scontato non è, soprattutto per chi non ha grande esperienza nell’allevamento.

Un buon nido è un piacere estetico per l’allevatore, almeno lo è per me perchè mi porta a considerare un buon nido una vera opera d’arte della natura. E’ così tra gli uccelli selvatici che costruiscono coppe con materiale vario per dare una forma e una robustezza straordinarie. Ognuna di queste specie di uccelli ha il suo gusto e la sua maestria costruttiva.

Il mio compito di allevatore è quello di mettere i miei canarini nelle migliori condizioni perchè possano costruire piccole opere d’arte anche se i hanno perso molto dello spirito selvatico dei loro antenati.

Naturalmente l’aspetto estetico è secondo rispetto a quello funzionale. Un buon nido, ben fatto, ottimamente conformato e modellato dalla femmina, è perfetto perchè il calore emanato dalla canarina tiene le uova alla temperatura ottimale. Un buon rivestimento fa da isolante termico e consente una incubazione ottimale, come natura comanda.

Allora è corretto, secondo me, fornire materiale vario perchè questo piccolo miracolo si compia. La mia tecnica funziona ma non voglio dire sia la migliore. Alle mie femmine metto nell’apposito cestino appeso al frontale della gabbia: juta e pelo animale misto. Solo nella fase finale dò anche un po’ di cotone ma senza esagerare. Infatti il cotone attre moltissimo le femmine che si gettano subito alla presa col becco ma quando non ben sistemato sul fondo può diventare un impaccio perchè si aggroviglia alle zampette dei piccoli e, prima della nascita, a volte non permette che le uova si dispongano al meglio sul fondo del nido.

Oltre alla juta (che è la maggior parte del materiale perchè serve per la struttura più spessa) servo il pelo animale (di capra) che può essere miscelato al cotone o ad altri elementi che possono essere vegetali come il muschio o i fili di cocco (dipende dai sacchetti che trovo presso i rivenditori).

Il risultato è quello che si vede nella foto.

Le canarine fanno il nido volentieri, le uova sono incubate ottimamente, i piccoli crescono sani e robusti al calduccio.

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Crescita anomala del becco in un canarino

Da alcuni anni ho l’abitudine di fare un esame veterinario preventivo a gennaio, prima dell’inizio delle cove.

Quest’anno ho avuto un certo ritardo dovuto a questioni più importanti ma all’inizio di febbraio ho prelevato campioni di feci e ho individuato due femmine per un tampone cloacale. Le femmine di solito le prendo a caso ma quest’anno ho pescato in uno dei gabbioni prelevando una delle femmine che come stato di salute apparente era perfettamente in linea con le altre del folto gruppo del mio allevamento. Poi, invece, ho prelevato l’unica femmina che da mesi era relegata da sola in una gabbia perchè non era mail al top della condizione pur non manifestanto chiari sintomi di malattia. Mi faceva pensare solo la continua crescita del becco che, da settembre a gennaio, è stato spuntato almeno quattro-cinque volte.

Gli esami hanno confermato le mie certezze e i miei dubbi.

Le feci si sono dimostrate ok:  nessun problema, allevamento sanissimo.

La prima femmina si è rivelata un campione di salute mentre la seconda, quella del becco che non smetteva di crescere, è risultata affetta da Stafilococcus spp. e Escherichia Coli.  Ora è sotto trattamento antibiotico e spero si rimetta in condizione.

La vicenda mi sembra un buon avvertimento per chi non fa mai esami veterinari. Anche se vi sembra tutto a posto è giusto intervenire prima che i problemi si facciano gravi.

Per quanto riguarda la particolarità del becco che cresceva è importante considerare che questo problema può avere origine da cause diversissime e quindi il mio caso specifico non deve portare a conclusioni affrettate.

Attenzione quindi alla salute dei vostri canarini. Un esame prima delle cove vi toglie ogni dubbio.

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E’ iniziata la stagione cove 2011 in perfetto sincronismo con quella dello scorso anno.

Ho circa 13 ore di luce usando un regolatore che mi permette di anticipare l’inizio della riproduzione di circa un mese rispetto ai tempi naturali. Allevando in mansarda a Giugno fa troppo caldo in quell’ambiente e quindi devo aver terminato le cove e messo tutti i canarini in voliera per la muta. E’ un metodo consolidato da molti anni.

Nel 2010 la prima femmina ha iniziato a covare il 20 febbraio ed esattamente lo stesso è avvenuto quest’anno. C’è un gran daffare tra le femmine di Fife Fancy e 2o coppie hanno il nido ben fatto e, di queste, quasi tutte le uova. C’è ancora tempo per le femmine ritardatarie e non c’è fretta: quando la natura chiamerà la gabbia per loro è pronta.

Per facilitare le cose ed aver meno da lavorare tengo le femmine che ancora sono tranquille tutte assieme in voliere da 120. Ogni giorno fornisco un pizzico di juta per vedere quali si stanno preparando all’evento riproduttivo. Solo quelle che si gettano letteralmente sulla juta e se ne fanno il becco pieno dimostrano di essere pronte.

Solo allora le trasferisco nella gabbia assegnata e il giorno dopo arriverà il maschio.

 

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Devo dire la verità: mi piace da impazzire osservare i canarini mentre fanno il bagno e notare che ne godono visibilmente.

Il bagno, pur non giornaliero, è una prassi nel mio allevamento. Mi trattengo dal fornire le vaschette ai canarini solo durante il periodo di allevamento della prole e nelle giornate umide e piovose del periodo autunnale-invernale. Infatti l’eccesso di acqua che si accumula sotto forma di spruzzi nelle gabbie può diventare un problema quando c’è contatto con le feci anche se si usano le griglie di fondo. Meglio quindi non abusare del bagnetto e fornirlo quando c’è il sole  e le giornate sono asciutte.

Anche in inverno? Certo!

Come testimonia il filmato e le foto allegate l’inverno è un periodo ideale per più motivi:

– i canarini si mantengono puliti

– la salute dei canarini ne giova

– se c’è un soggetto a rischio il fatto che non faccia il bagno lo pone in risalto e va osservato con cura. Non sempre, ma in molti casi quel canarino dimostrerà di essere più facilmente soggetto a qualche patologia perchè meno rustico e potenzialmente meno sano.

Il bagno invernale è perciò uno degli elementi che ogni buon allevatore deve considerare per tenere sotto controllo il livello di salute del proprio allevamento.

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