Feeds:
Articoli
Commenti
Eccomi con il best (che si vede solo nella foto più sotto)

Eccomi con il best (che si vede solo nella foto più sotto)

Mi scuso con i lettori del mio blog, sempre più rassegnati nel vedere che non posto più articoli…

Avete ragione. E’ che ho sempre maggiori difficoltà a seguire l’hobby e quindi a tenere aggiornati i temi che riguardano Il Fife Fancy. Che dire? Speriamo in tempi migliori? Non so.

Aggiorno solo per dire che la mostra ornitologica La Fenice a Prato di Correggio, lo scorso anno la quarta in Italia per numero di ingabbi e quest’anno (in aumento!) forse la terza, ha messo in risalto la qualità davvero notevole dei Fife Fancy esposti la cui media era apprezzabilissima con una selezione molto accurata di canarini al top.

Mi complimento con gli allevatori intervenuti per la bontà del loro lavoro.

Per quanto mi riguarda ho partecipato solo con singoli perchè confesso che l’idea di stamm mi piace sempre meno. Che stia diventando un po’ inglese?

I risultati sono stati confortanti: 3 primi assoluti con il best Fife Fancy della mostra, 3 secondi e 2 terzi. Il best era un maschio pezzato chiaro da 93 punti che è rimasto abbastanza tranquillo. Poi molto apprezzati dai visitatori e dai giudici che ho incontrato in mostra sono stati un bianco e la femmina gialla intensa.

Diciamo che i risultati mi ripagano completamente degli sforzi sostenuti e del poco tempo che riesco a dedicare ai miei cari Fife Fancy.

In bocca al lupo a tutti gli allevatori della più bella razza di canarini al mondo!!!

 

Il Fife Fancy vincitore con 93 punti.

Il Fife Fancy vincitore con 93 punti.

Annunci
camp-mondo-ingresso

L’ingresso alla fiera di Porto

Inizio con lo stendere un velo pietoso sullo sciagurato convogliamento degli uccelli italiani verso Matosinhos. Una tragedia sulla quale mi rifiuto di entrare, scioccato e scandalizzato, di cui si erano intravisti i primi segni premonitori da me riportati in un articolo dedicato al campionato del mondo in Portogallo (ancora una volta) ma nel lontano 2010. I quesiti che allora sollevavo sono rimasti lettera morta. E ora si contano i danni.
Molti gli uccelli esposti nel grande padiglione principale della fiera di Porto a matosinhos. Un bel colpo d’occhio.
Non particolarmente significativo il padiglione dedicato al mercato, ovviamente monopolizzato da alcuni allevatori del luogo ma in cui anche realtà italiane avevano spazio più che evidente, il tutto intramezzato da stands gastronomici con la fila di gente affamata.

L'ingresso al padiglione mostra

L’ingresso al padiglione mostra

 

L'area dedicata alla vendita e alla gastronomia

L’area dedicata alla vendita e alla gastronomia

 

Una parte delle gabbie dei Fife Fancy

Una parte delle gabbie dei Fife Fancy

 

Le gabbie dei Gloster. Quelle mancanti sono di canarini italiani...

Le gabbie dei Gloster. Quelle mancanti sono di canarini italiani…

Mi limiterò a una rapida disamina dei Fife Fancy anche se devo dire di aver visto canarini di altre razze di altissimo livello, davvero al top e di levatura sicuramente mondiale. Tra questi ricordo i Border, notevoli, Razza Spagnola e Japan Hoso, ma anche Gloster.
Da allevatore con la passione per il Fife Fancy l’attenzione e il tempo maggiore l’ho dedicato a questi. Ho fatto alcuni filmati da cui ho tratto qualche immagine, non eccezionale per le condizioni di luce sfavorevoli e per il normale nervosismo dei soggetti giunti alla fine del periodo di mostra e ormai stanchi. Proprio la stanchezza dei canarini non mi ha consentito una disamina nelle stesse condizioni dei giudici che hanno sicuramente osservato canarini nelle migliori condizioni. Così si spiegano certi giudizi che, tra sabato e domenica, erano incomprensibili altrimenti. E’ normale.

 

Fife Fancy ardesia di Van Dessel

Fife Fancy ardesia di Van Dessel

 

Fife Fancy melaninico (stamm) di Bento

Fife Fancy melaninico (stamm) di Bento

Prima nota da mettere in evidenza: ben tre Fife Fancy premiati con il punteggio di 95 !
Ho qualche dubbio se davvero sia utile arrivare di un gradino oltre il classico 94 più vicini alla perfezione assoluta e inarrivabile che corrisponde a 100. Comunque ben venga il 95 a patto che un canarino con questo punteggio sia un punto di arrivo, un riferimento per i cultori della razza, un soggetto di evidente e straordinaria tipicità. Non era così.
Il verde intenso dello spagnolo Izquierdo era davvero bello per taglia e forma, estremamente aggraziato. Gli avrei dato 93 punti (per la evidente carenza nella posizione) non fosse stato per la mancanza di una penna timoniera nella coda. L’ho cercata sul fondo della gabbia ma non ne ho visto traccia. E mi resta il dubbio di un grosso errore di valutazione del giudice. Ci può stare.

Fife melaninico da 95 punti!

Fife melaninico da 95 punti!

 

Lo stesso soggetto sopra. Evidente la piuma mancante nella coda...

Lo stesso soggetto sopra. Evidente la penna mancante nella coda… Un peccato.

 

Un altro 95, del portoghese Antonio Machado, un ardesia pezzato talmente nervoso da essere allungato come un sassone, non dimostrava purtroppo alcuna caratteristica degna di nota. Anzi.

L’ultimo, un giallo del belga Vervaet, al sabato appariva come un canarino di buon livello ma nulla più.

 

Fife Fancy di Machado da 95 punti !

Fife Fancy di Machado da 95 punti !

Negli stamm melaninici ha primeggiato (assieme ad altri validi piazzamenti) il francese Darrou con canarini molto migliorati rispetto a quelli che lo hanno portato a vincere più campionati (ricordo quello a Tours in Francia) ma comunque inferiori per tipicità rispetto a quelli, per esempio, del portoghese Bento che invece è arrivato terzo. Certi misteri continuano a serpeggiare tra le gabbie dei mondiali…

 

Fife Fancy dello stamm di Darrou

Fife Fancy dello stamm di Darrou

Negli stamm dei melaninici pezzati è arrivato primo con 370 punti il tedesco Hans Jurgen Kraus con soggetti di ottima taglia, coda e rotondità ma carenti nella testa.
Negli stamm lipocromici pezzati ha vinto il francese Hamann con canarini di ottima taglia e piumaggio ma che per il resto non riuscivano a dare il meglio di sé. Non sono riuscito ad apprezzarli più di tanto. Secondo è arrivato Victor Garcia, noto agli allevatori italiani per la sua attiva presenza sui gruppi social di Facebook dedicati al Fife. I suoi canarini erano di buon livello con piumaggi ben curati.
Interessante per la qualità del piumaggio il Fife arrivato primo nei liporcomici pezzati, da 93 punti, di Kraus. Per il resto troppo nervoso per esprimere ulteriori commenti.

 

Fife Fancy dello stamm di Hamann

Fife Fancy dello stamm di Hamann

 

Fife Fancy dello stamm di Kraus

Fife Fancy dello stamm di Kraus

 

Fife Fancy di Ferreira da 95 punti

Fife Fancy di Ferreira da 94 punti

Tra i Fife Fancy che più ritengo meritevoli di segnalazione un bell’ardesia pezzato da 93 punti (secondo nella categoria) di Van Dessel, di posizione ottima, piumaggio di qualità, solo un po’ carente di dorso.
Molto bello il minuto ed elegante pezzato melaninico da 94 punti di Ferreira. Ottime proporzioni, armonia nelle caratteristiche e un carattere docile che è un plus molto importante. Bravo.
Meritevole di menzione il canarino dell’inglese Tanner esposto nei lipocromici 100%, un bel brinato di forma e testa ottimali purtroppo penalizzato da una codaccia troppo aperta. E’ arrivato terzo con 93 punti.
Naturalmente queste sono le mie personali opinioni.

Volendo dare un giudizio complessivo ai Fife Fancy esposti al 64° campionato mondiale di ornitologia devo essere diretto e schietto: buono il livello complessivo ma mi aspettavo qualcosa di più.
Davvero pochissimi i soggetti “da farsi gli occhi” e portare a casa un ricordo indelebile. Per quale motivo?
L’argomento merita una riflessione profonda che nasce dalla consapevolezza (che da anni ripeto all’ossessione) che il Fife Fancy è razza difficile (altro che!), che purtroppo esistono diverse correnti di pensiero che portano le selezioni lungo vie differenti. E’ questo il principale problema che sta vivendo il nostro beniamino pennuto. Non c’è una guida, una direttrice chiara e dominante. La stessa rappresentazione grafica dello standard sembra non essere d’aiuto e per il Fife pare corretto tutto e il contrario di tutto. Insomma esattamente l’opposto di quel che è accaduto tempo fa per il Border che oggi è razza con caratteristiche consolidate e irrinunciabili, non soggette a interpretazioni libere.
In Portogallo c’erano Fife Fancy piccoli e piccolissimi. Ok, qui ci siamo, non perdiamo altro tempo a ragionare di questo. E le teste? E i dorsi? Quelli belli secondo lo standard erano rari per non dire rarissimi… e non sono PROPRIO queste le caratteristiche peculiari del Fife, in assenza della quale potrebbe pure essere un’altra razza che nulla ha a che vedere con il nostro scozzesino?
Un secondo appunto sul tema della posizione e delle zampe. Dopo un primo fervore assatanato di qualche anno fa in cui si assistette alla rincorsa delle zampe a fenicottero, ora la situazione mondiale che emerge dal Portogallo è quella di un ritorno al passato: canarini accucciati e ben poco eleganti perché con zampe piegate a 45 gradi.
Tutto insomma concorre a definire il Fife Fancy una razza ancora “in formazione” nonostante la sua lunghissima storia e nonostante sia uno dei canarini di forma e posizione più allevati al mondo. Allora? Diamoci una mossa perché qualcosa dovrà pur cambiare!!
Tu cosa ne pensi?
I commenti sono graditi. Basta scrivere nel box qui sotto.

Fife Fancy dello stamm di Garcia

Fife Fancy dello stamm di Garcia

 

Fife Fancy brinato di Pinto Silva da 93 punti

Fife Fancy brinato di Pinto Silva da 93 punti. Peccato per la coda.

Uno dei Fife Fancy novelli 2015 scampati. Ha caratteristiche notevoli e spero possa essere l'inizio della ripresa!

Uno dei Fife Fancy novelli 2015 scampati. Ha caratteristiche notevoli e spero possa essere l’inizio della ripresa!

Vaiolo del canarino (pox virus) anno 2015

Sarebbe stato l’anno perfetto nell’allevamento dei miei canarini Fife Fancy. L’avevo raccontato in un precedente articolo. E sarebbe stato anche l’anno della conclusione della mia ormai lunga esperienza di allevatore di questa splendida razza. Ormai gli impegni di lavoro e famiglia non mi consentono più di guardare a questo hobby come in passato. E avevo deciso che il 2015 sarebbe stato l’ultimo anno.
E poi quello che mai ti saresti aspettato… accade. E proprio a te.
Sto parlando del vaiolo del canarino, virus che è entrato nel mio allevamento a settembre. Come? Stando agli addetti ai lavori è stato portato da una zanzara e posso crederci perché in effetti nella Bassa vicino al Po dove vivo quest’anno le zanzare sono sembrate in aumento. Nella moltitudine qualcuna, magari una di quelle nuove, piccolissime, che vengono da chissà quale continente, deve essere passata dalle zanzariere che proteggono anche il mio locale di allevamento.
E così quella “pestilenza” di cui avevo letto solo sui libri di canaricoltura è arrivata. Sia chiaro, ne conoscevo gli effetti infausti ma solo per essermi documentato e per aver sentito che alcuni allevatori, in realtà pochissimi, ogni anno vaccinano i loro canarini contro il Pox Virus, nome scientifico. Altro non sapevo anche perché, ho scoperto, chi ha avuto il vaiolo nei suoi canarini tende a starsene zitto, forse perché ha paura di non riuscire a cedere lo stock in surplus. O per altri motivi… E tace.
Io invece faccio esattamente il contrario e spiego. Metto la mia esperienza a disposizione di tutti gli allevatori di canarini raccontando la mia avventura 2015 con il vaiolo del canarino. Anche perché, lungi dall’essere un problema che si radica tra le mura dell’allevamento, è un virus che ha un suo inizio e una sua fine, proprio come quello dell’influenza tra noi umani. E quando se n’è andato si torna alla normalità.
Oggi, a distanza di oltre un mese dall’ultimo soggetto contagiato, i canarini che sono sopravvissuti sono TUTTI in perfetta forma, in grande attività e i maschi in perfetto canto. Pronti per affrontare la prossima stagione riproduttiva. Sì, proprio così. Ho rinviato la “chiusura” del mio allevamento di canarini. Almeno per un poco ancora. Vedremo.
Quindi, passata la bufera, i canarini non sono contagiosi come qualcuno pensa. L’hanno scampata, al più si sono auto vaccinati. Tutto qui.
Ci sono due forme principali di vaiolo del canarino. Una si manifesta con l’occhio gonfio e purulento. Nonostante sia una pena vederli in quello stato questa è la forma meno drammatica. Ne muore una certa percentuale, anche significativa, ma gli esiti sull’allevamento non sono di totale distruzione.
Poi c’è la forma respiratoria, la più infausta, quella che è accaduta da me.
Credo che la mia avventura con il Pox Virus sia meglio riassunta dal diario. Eccolo.
2015
Metà settembre: come ogni anni prelevo dalla grande voliera dei novelli alcuni canarini che riesco a prendere col retino. Di questi ne tengo alcuni che mi sembrano interessanti e li metto nella stanza accanto, quella di allevamento, in tre volierette da 120. Sono una ventina circa.

18 settembre – venerdì
Mentre riempio la mangiatoia nella grande voliera dei giovani mi accorgo che 3 canarini boccheggiano, respirano ritmicamente a becco aperto. Cosa mai vista nel mio allevamento che, per mia fortuna, non ospita se non rarissimamente canarini con problemi respiratori.
19 settembre – sabato
I canarini che il giorno prima boccheggiavano ora sono morti. Penso che sia il dovuto prezzo da pagare per una annata straordinaria per quantità e qualità. Cambio idea quando vedo nel gruppo dei novelli che ne conta circa 150 altri 3 canarini che boccheggiano.
20 settembre – domenica
Due dei canarini con problemi respiratori visti il giorno precedente giacciono sul fondo della voliera. OK c’è un problema!
21 settembre – lunedì
Chiamo il veterinario specializzato in patologia aviare che, gentilmente, mi dà appuntamento per il giorno stesso. Fa l’autopsia su due soggetti defunti. Rinviene i segni di una emorragia cerebrale ma solo su uno. Preleva campioni del fegato per un esame approfondito presso un laboratorio cui spedirà il giorno stesso il materiale.
Sulla base della sua esperienza tenta una diagnosi provvisoria in attesa del referto. Probabile atoxoplamosi, una forma di coccidiosi o comunque curabile con farmaci anticoccidici.
Inizio subito il trattamento prescritto ma non ho alcun beneficio. Anche nei giorni a venire i canarini muoiono (sempre dopo episodi acuti di respirazione con affanno) alla media di 3-5 al giorno, tutti nella stessa grande voliera dove sono alloggiati i novelli. A quel punto è evidente che c’è qualcosa di importante. Con il veterinario tentiamo anche di cambiare la cura ma l’esito non cambia. Prima iniziano a respirare male, a becco aperto e occhi chiusi, poi dopo 1-5 giorni muoiono.
Sono disperato e sollecito il veterinario che chiami il laboratorio universitario cui ha inviato i campioni. Serve al più presto il responso per organizzare una cura mirata!
2 ottobre – venerdì
Arriva l’esito degli esami. Finalmente si capirà qual è questa malattia strana che sta falcidiando i giovani del mio allevamento. Le notizie non sono buone, anzi sono pessime: canary pox virus !!!! Ovvero vaiolo del canarino, ovvero “esito infausto” che significa: non c’è farmaco che possa curare!
Intervengo somministrando a tutti i canarini un antibiotico per coprirli dalle infezioni secondarie. Infatti il virus ne abbatte le difese immunitarie e alcuni muoiono non per il vaiolo ma per le complicazioni dovute ad altre infezioni che si sono insinuate in un ambiente tanto favorevole.
Ogni giorno raccolgo dalla voliera dei giovani 3-5 canarini morti, tutti dopo avere manifestato respiro ritmico e con grande affanno, come se mancasse l’aria e stessero per morire soffocati.
Nei giorni a venire cerco il vaccino contro il pox virus del canarino ma scopro che non è stato prodotto nel 2015. L’azienda farmaceutica, mi dicono francese, pare abbia sospeso la produzione perché non remunerativa. E la federazione italiana che riunisce gli allevatori di uccelli (FOI) non è intervenuta in alcun modo. Tutto tace. In sostanza pare essere reperibile solo qualche fiala di vaccino scaduto da alcuni mesi. Mi metto alla ricerca ma anche quello risulta introvabile. Solo dopo giorni riesco a reperirne uno, pare non scaduto e di altra produzione.
10 ottobre – sabato
vaccino tutti i canarini dell’allevamento iniziando prima dai soggetti che non manifestano segni di malattia per finire con quelli già evidentemente compromessi.
Nei giorni a seguire continuano a morire canarini, quelli che ormai da giorni versano in pessime condizioni di salute e tutti con respiro affannoso. La gran parte viene dalla voliera dei giovani ma un paio anche da quelli ospitati in alcune volierette da 90 dove avevo messo i soggetti a rischio.
17 ottobre (8 giorni dal vaccino)
due canarini nella voliera degli adulti messi in isolamento perché respiravano in modo ritmico e affannoso. Uno dei due, in realtà un giovane dell’ultima covata, muore in giornata, l’altro il giorno dopo.
Si tratta dell’inizio del virus anche nella voliera degli adulti, finora risparmiata. E’ evidente che gli adulti hanno maggiori anticorpi dei giovani e sono più resistenti.
18 ottobre
a un mese dall’inizio del problema la situazione è questa:
3 voliere da 120 con canarini giovani alloggiati poco prima dell’inizio del virus.
3 voliere da 90 e un paio di gabbie da cova con soggetti che ho tolto dalle voliere dei giovani perché apparentemente non ancora contagiati.
Nella voliera dei giovani sono rimasti solo in 5 che sembrano aver passato indenni il contagio perché rimasti sempre all’interno di questa stessa voliera dov’è nato il problema e che ha mietuto la gran parte delle vittime. Questi 5 dimostrano normale vivacità, salute normale e uno canta.
Quando capita di vedere un canarino sofferente nella voliera degli adulti lo passo subito in questa perché so già quale sarà l’esito.
19 ottobre
un primo canarino è contagiato pur ospitato in una delle 3 volierette da 120 dove stanno quelli spostati prima dell’inizio.
TUTTI I CONTAGIATI MORIRANNO, ma il tempo di permanenza in vita, pur con sofferenza e respirazione affannosa, si sta allungando.
Non mi pare di rilevare in nessuno dei canarini i segni di pustole nel punto di inserimento dell’ago nella cartilagine durante la vaccinazione, cosa che sembrerebbe essere indispensabile vedere per avere conferma dell’effetto!
28 ottobre
trovato ancora un adulto boccheggiante nella voliera. Gli altri non dimostrano segni di contagio e alcuni maschi cantano. Morirà anche questo, così come tutti gli altri contagiati e con respiro affannoso. E’ questo l’ultimo canarino che si è ammalato. Gli altri, anche a contatto con infettati, non presenteranno più problemi.
2 novembre
trovato e messo nella voliera dei giovani un adulto di tre anni che ha un rantolo respiratorio molto rumoroso. Contrariamente a tutti gli altri infettati non boccheggia a becco aperto e addirittura canta. Lo stato di salute è buono.
Muore oggi il canarino giovane proveniente dalla voliera da 120. La morte è avvenuta dopo ben 2 settimane dall’evidenza del contagio. Ormai è chiaro che il virus è in fase terminale.
7 novembre
situazione: il maschio adulto di tre anni ha una respirazione rumorosa (a becco chiuso) ma per il resto sta benissimo. Ormai da diversi giorni non si notano altri soggetti contagiati che respirino in modo affannoso. Tutti i maschi cantano, adulti e giovani.
Il bilancio del vaiolo del canarino nel mio allevamento amatoriale: morti circa 85% dei giovani (ma sarebbero stati di più se non avessi separato alcuni giovani poco prima dell’inizio del contagio) e circa il 50% degli adulti.
Il mio allevamento 2016 riprenderà con circa 20 giovani e circa 20 adulti rimasti, tutti in formissima.
Il virus non ha vinto.

 

Ringrazio tutti gli amici dei Fife Fancy che mi hanno chiamato per sapere come mai non esponevo alle mostre quest’anno e ringrazio gli allevatori e i veterinari che si sono prodigati per fornirmi consigli e segnalazioni. Grazie a tutti!!!!

 

novelli 2015 fife fancy - 3

Fife Fancy novello, futuro giallo brinato pezzato, probabile maschio.

 

Di solito faccio il punto della situazione del mio allevamento di canarini Fife Fancy ad Aprile. Quest’anno non ne ho avuto il tempo e ne parlo quasi in chiusura della stagione riproduttiva. Proprio così, qui da me l’inizio di Giugno segna la fine degli sforzi riproduttivi dei miei canarini e l’entrata in voliera graduale di tutti i soggetti, adulti e novelli, in voliera per la muta.
Alcuni giovani svezzati sono già nel volierone loro dedicato da alcune settimane e ora tocca agli altri.
Nei prossimi giorni anticiperò il lavaggio delle prime gabbie da riproduzione svuotate, e ce ne sono!

Devo dire che, ad ora, posso considerare l’annata 2015 come eccezionale.
Le coppie sono entrate in estro regolarmente tra fine febbraio e marzo, hanno deposto con abbondanza e hanno riempito i nidi di uova in gran parte gallate e poi schiuse.
La mortalità neonatale è stata insignificante numericamente e quella di soggetti impiumati praticamente nulla o quasi.

 

novelli-2015-fife-fancy---2
Nonostante abbia ridotto drasticamente il numero di coppie rispetto al 2014 e mi sia concentrato soltanto sui Fife Fancy, la quantità dei soggetti allevati è più che buona, per i miei obiettivi di selezione è decisamente ottimale. Molti meno soggetti da cedere e più da studiare e coccolare per il futuro anno come riproduttori.
Nessuna malattia presente in allevamento, zero antibiotici usati, novelli belli e sani, robusti e ben impiumati. Nessun problema di acari.
Insomma il 2015 andrà iscritto negli annali come il mio migliore anno di allevatore di canarini.
La qualità?
Bè, meglio attendere con pazienza una completa muta delle penne e ne riparleremo a Ottobre.
Ma… certe testine belle tonde, certi corpicini a ovetto mi fanno sperare bene.
Come chi mi conosce sa, io non allevo per le mostre ma per la qualità del ceppo in relazione allo standard del Fife Fancy.
Da questo punto di vista mi pare che l’annata in corso possa segnare il salto di un ulteriore gradino nella infinita scala per raggiungere il Fife Fancy che ho in testa…..

 

novelli-2015-fife-fancy

Gianni Mambrini festeggia con le sue medaglie al collo

Gianni Mambrini festeggia con le sue medaglie al collo

La brutta notizia mi era arrivata con un messaggio sul cellulare. Credevo che avessero sbagliato cognome. Invece no, purtroppo era vero. Era lui.
Sono stato a rendergli il mio piccolo omaggio e nella camera ardente ho trovato presidenti e soci delle varie associazioni ornitologiche del nostro territorio. La Fenice le raccoglie in gran parte e Gianni era un attivo collaboratore della mostra a Prato di Correggio.
Scrivo solo ora, a distanza di qualche settimana, perché ho trovato nel mio archivio la foto, già pubblicata, che lo ritrae durante un recente campionato italiano in cui mi ha chiesto uno scatto per immortalare le sue medaglie al collo.
Gianni era così, entusiasta, carico di energia che esprimeva con tutti. E quando vinceva era incontenibile, di innata simpatia.
Conosco Gianni da molti anni, fin da quando, non ancora in pensione, esponeva i prodotti di abbigliamento nel suo banco di ambulante a Guastalla dove vivo. Ogni volta che passavo era l’occasione per fare due chiacchiere sul nostro hobby e sul comune amore per il piccolo canarino Fife Fancy.
Quando cessai l’allevamento per motivi di lavoro, Gianni si precipitò a casa mia dopo una mattina di lavoro al mercato e venne a scegliere i Fife Fancy per costituire la basi del ceppo “Daolio” che mi assicurò avrebbe continuato a selezionare.
Fu così. Ne ebbi conferma alcuni anni dopo quando, risolti i problemi, decisi di ricominciare. Volevo ripartire dal mio ceppo o, meglio, da quello che ne rimaneva in giro presso i vari allevatori che avevano avuto i miei canarini. Andai anche da Gianni che mi mostrò il quaderno con i soggetti nati nei vari anni nella pagina con scritto in alto “O74N”, il mio numero di RNA…
Ricordo ancora che comprai un maschio brinato verde discendente dalla mia linea di sangue.

Ci si vedeva a Bologna, a Reggio Emilia, agli italiani e soprattutto a Correggio dove in più di un’occasione mi ha dato una mano per ingabbiare, visto che come al solito andavo di fretta e non riuscivo a curare i canarini come avrei dovuto. E allora mi rimproverava per la mia premura (e aveva ragione!) e mi cercava i posatoi giusti per le gabbie da esposizione. Finito l’ingabbio pretendeva bonariamente che passassi in rassegna i suoi Fife Fancy e ci teneva al mio giudizio, soprattutto sui bianchi, i preferiti.

Gianni era questo e ora i suoi Fife Fancy lo hanno salutato. Per sempre.
Se n’è andato per un infarto che l’ha colto serenamente nel suo letto alla mattina prima di alzarsi. Un sonno dolce da cui non si è più risvegliato.
Chissà come si saranno meravigliati i suoi canarini quando non l’hanno visto aprire la porta per portare il cibo fresco della mattina.
Hanno però visto dei vigliacchi, dopo pochi giorni. Gente senza scrupoli che si è introdotta nel suo allevamento e ha portato via tutto: Fife Fancy, Border e Llarguet. Un furto schifoso ancor più perché vile, commesso quando Gianni non poteva essere lì a proteggere i suoi beniamini che tanto amava.
Non riesco a immaginarmi Gianni cupo e furente.
Lo ricordo con quel sorriso che mi ha sempre regalato e di cui lo ringrazio.

Anche quest’anno mi è mancato il mondiale. Quindi volentieri riporto il racconto dell’esperienza dell’allevatore Giuseppe Ciriminna, presente sul posto, autore anche delle foto.

fife-fancy-mondiale-2015---1
E finalmente la stagione mostre volge al termine, con tutti i pro e i contro classici di ogni anno, e come alla fine di un pasto che si rispetti arriva anche il dolce per molti ma non per tutti il famigerato campionato mondiale di ornitologia, quest’anno targato Olanda, località Rosmalen, centro fieristico Autotron.
Ma a Novembre iniziano a circolare alcune indiscrezioni che si fanno certezze a Dicembre. Come una mannaia l’ombra del virus “aviaria” si abbatte sulla prestigiosa competizione…. Cala il silenzio, timidamente i pro della competizione cercano informazioni ufficiose, ma di ufficiale non ci sarà mai nulla, ne pro ne contro, si sa solo questo:
Nel momento in cui si andasse a riscontrare un caso, anche uno solo, di influenza aviaria, tutto andrebbe bruciato, cioè tutti i soggetti presenti in mostra con le relative gabbie! Tutto incenerito!
Il mondiale non è più confermato ma da confermare!
Cirmi come presidente COM oltre che FOI potrebbe spostare il mondiale in Italia a Piacenza ?!
Gli allevatori anche tra i più forti decidono per l’astensione, mentre si aspetta che da un giorno all’altro il mondiale venga annullato… Un mondiale Fantasma?
Nessuna notizia ufficiale ancora, poi la conferma: TUTTO IMMUTATO, nonostante tutto, il mondiale si farà.
A questo punto gli allevatori abituatisi nel frattempo al rischio e in foga all’insana passione della partecipazione alla massima competizione iniziano a scartare i soggetti migliori, cercando il fratello del campione il doppione, gli stamm, e partono le iscrizioni, il numero dei soggetti sale, e si prospetta un mondiale a tutti gli effetti. Il numero c’è e la qualità? Sarà un mondiale di serie B?

fife-fancy-maondiale-2015---6 fife-fancy-mondiale-205---2 fife-fancy-mondiale-2015---3 fife-fancy-mondiale-2015---4 fife-fancy-mondiale-2015---5 fife-fancy-mondiale-2015---6
Arriviamo in mostra, non sembra che gli Olandesi siano molto ordinati, o puliti, ma fuori c’è neve e ghiaccio, dentro l’aria un po’ stantia, ma la cosa a sorprendere sono le gabbie, non tutte standard, la gabbia del gloster è quella di cartone dei canarini di colore, la gabbia Dewar è mozzata, niente cupola, un po’ più bassa: un parallelepipedo laccato in nero dove i border migliori sfiorano la testa…. Una schifezza!!! Come direbbero gli amici napoletani.
I Canarini invece ci sono e, riallenato l’occhio con le nuove gabbie dove si perdono eleganza curve e proporzioni, inizia il balletto degli scatti, ci sono bei soggetti anche quest’anno!
Notizia delle notizie: niente animali turchi, probabilmente una bella soffiata?! All’aeroporto non si sbarca nulla per un errore del certificato, unico per tutti, parla di canarini scrive tra parentesi uccelli ma non li fanno passare per la presenza di 8 esotici…
A mio avviso lo Yorkshire perde un po’ di attenzione, forse gli speculatori o coloro che lo hanno allevato per la prima volta hanno iniziato a capire che da una parte se accoppi canarini scarsi comunque il figliame non lo vendi, e che anche comprando delle belle bestie, come dice in mostra mercato Sante, da 400 euro l’una se non sai costruire le coppie, non vinci! Mentre si conferma Gloster, Scotch, giù un po’ lo spagnolo, con una partecipazione un po’ stancante e serrata, mentre torna a prendere campo, il piccolo grande Fife, e tra gli altri stella all’outsider Irish fancy accompagnato dai sui coloriti allevatori e fautori irlandesi, inglesi, e dal plurivincente nostro Valter Panozzo che mette tutti in riga ogni anno. Dietro ad Irish dal punto di vista dell’interesse ecco Llarguett e Rheinlander col Bonacini che mette giù soggetti di pregio anche confrontati con quelli tedeschi (questo è il mio punto di vista).
VOTAZIONI e GIUDIZI… Si potrebbe scrivere un libro intero ma qui… “maretta”
Tolti di mezzo i turchi, gli Olandesi sbancano, I Belgi un po’ bastonati, gli Italiani con i migliori soggetti si devono difendere, buon viso a cattivo gioco e qualcuno vince, migliora la qualità di spagnoli e portoghesi, qualche maltese coraggioso, tedeschi silenziosamente presenti, Irlandesi ed inglesi sorridenti, completamente indifferenti a punteggi e risultati, e via via tutti gli altri. Quello che più mi ha impressionato è lo standard di qualità dei border del presidente Cherubini, a questi livelli si può solo vincere, complimenti, e la continuità di nostri certi allevatori nei piazzamenti mondiali vedi Scardina nei gloster.
Tre giorni come sempre stancanti ma un altro mondiale è passato e molto è sempre da migliorare.
Giusepppe Ciriminna

 

Diversi angoli di visuale dello standard inglese del Fife Fancy

Diversi angoli di visuale dello standard inglese del Fife Fancy

Nelle scorse settimane si è tornati a parlare di standard del Fife Fancy. Lo dobbiamo al gruppo Facebook “Italian Fife canary club” che ha pubblicato una scheda esauriente, completa sia di descrizione dei vari punti dello standard che dei relativi disegni approvati dalla federazione inglese.
Quando si tratta dei disegni si scatena il confronto delle opinioni. Giustissimo. Non perché li si possa cambiare a seconda dei gusti ma perché, divenendo la traccia ufficiale che guiderà la selezione della razza nei prossimi anni, le scelte degli allevatori dovranno per forza uniformarsi ad essi. E allo stesso modo quelle dei giudici!
I disegni sono di Andy Mc Ewan, illustratore che ha seguito l’evoluzione dello standard del Fife Fancy essendo autore anche del disegno ufficiale inglese realizzato nel 1995.
Dopo 20 anni da quel disegno che per certi versi si potrebbe definire “rivoluzionario”, vorrei ora entrare nel merito di quello che è l’ideale Fife Fancy, almeno sulla carta. Dal vivo è un’altra cosa ma dalla carta si comincia ed è irrinunciabile riferimento.

Il vecchio disegno dello standard inglese. Di Andy Mc Ewan, 1995

Il vecchio disegno dello standard inglese.  Anno 1995

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 1995.

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 1995.

Ho definito rivoluzionario, almeno per noi italiani, il disegno del 1995 e per farsene un’idea basta il confronto con lo standard ufficiale FOI pubblicato proprio nel 1995 sui “Criteri di Giudizio” della federazione, la bibbia dell’allevatore e del giudice. Sembrano due razze diverse, vero?
Le cose sono migliorate con un nuovo disegno pubblicato nei “Criteri di Giudizio” del 2001 dove è anche riprodotto un modello di Fife Fancy di ¾ e non solo lateralmente: innovazione positiva.

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 2001.

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 2001.

 

Standard Fife Fancy. Vista laterale.
Trovo il disegno eccellente, capace di mettere in mostra la rotondità, lo stacco di nuca, la forma della testa, il dorso e la chiusura inferiore del piumaggio dal petto fino alle zampe, anch’esse correttamente rappresentate ben dritte ma non assurdamente come quelle di un fenicottero. Da questa visuale il Fife Fancy dimostra tutta la sua eleganza ed è davvero uno standard che occorre perseguire. Gran bel canarino, insomma.
Si tratta dell’evoluzione del disegno del 1995, migliorato accentuando alcune caratteristiche come il dorso e lo stacco di nuca che migliora non solo la testa ma l’eleganza tutta del nostro canarino, reso giustamente più compatto e meno lungo mettendone in evidenza la maggiore rotondità e il diverso angolo delle zampe.
Questo nuovo disegno in realtà è tutto meno che nuovo. E’ noto oltre Manica da diversi anni ed è stato pubblicato in vari colori e contrasto di pezzature nel libro di Terry Kelly che è del 2000!
A quei tempi non era ufficiale, potremmo dire che era “troppo avanti” e poteva contare su una nutrita schiera di detrattori che lo vedevano troppo simile ad un piccolo Border. Vecchia diatriba che con questo ultimo standard avrà fine: il Fife Fancy è un piccolo Border .
Torniamo a oggi.
L’unico appunto che mi sento di fare al disegno riguarda il sottocoda, la parte di piumaggio che funge da copertura della zona cloacale e di raccordo con la coda. Non è questione estetica ma aerodinamica (non dimentichiamo che il canarino vola!), un modo che la natura offre ai pennuti per rendere armoniche le piume (sottocoda) con le penne (coda).
Il sottocoda mi sembra eccessivamente prolungato e propongo una piccola personale interpretazione che ritengo più consona alla natura del nostro canarino e più logica se parte di una strategia che tenda a renderlo più compatto.
Questione di poco: ogni attento allevatore saprà interpretare al meglio. Nulla, quindi che vada a inficiare la qualità del lavoro del disegnatore e di chi ha approvato il disegno.

Vista laterale del Fife Fancy con modifica del sottocoda

Vista laterale del Fife Fancy con modifica del sottocoda

 

Standard Fife Fancy. Vista da sopra
Anche la vista da sopra mi sembra molto ben realizzata.
Volendo essere precisi la testa risulta troppo avanti rispetto alla stessa rappresentata nella vista laterale ma guardiamo alla sostanza. L’intento, chiarissimo, è quello di segnare una svolta decisa rispetto a quei corpi strettini che si vedono frequentemente nelle mostre e che molto spesso accompagnano soggetti vincitori. Si tratta di un bel passo avanti che, come tale, provoca sconcerto in alcuni. L’accentuata rotondità è il segno deciso dell’obbiettivo cui puntare e va benissimo!
E’ un disegno ideale e ci indica che dobbiamo lavorare per rendere più compatto e armonico il Fife Fancy che, dall’alto deve sempre più tendere a un bel cuore.
Ottimo il rapporto con la coda giustamente stretta, la chiusura delle ali e con la testolina rotonda che si stacca dal resto in un insieme armonico.

 

Standard Fife Fancy. Vista frontale
Qui vengono i dolori. Nulla di male, per carità. Sono ancora convinto che si tratti di errori veniali che in una prossima occasione si potrebbero sistemare.
Prima di tutto va detto che lo standard non si dovrebbe rappresentare con una vista frontale. Serve a poco perché i canarini non si mettono mai fermi a guardarci frontalmente, quindi la nostra selezione non è aiutata da questo angolo di visuale e sfido qualsiasi giudice al mondo, anche il più esperto, a riuscire a trarre valutazioni in questo modo. Ci vorrebbe Superman (o un canarino imbalsamato!).
Quello che non mi piace è la prospettiva, completamente sbagliata. Se accostiamo il disegno laterale con quello frontale ci rendiamo conto di come la coda penzoli desolantemente verso il basso senza logica. Se lateralmente la punta della coda sta all’altezza delle zampe, quindi sopra il posatoio, non si capisce perché frontalmente sia tanto bassa!
Se poi aggiungiamo la posizione troppo divaricata delle zampe, ancora una volta ben diverse dalla prospettiva laterale, otteniamo una visione di un Fife Fancy quasi “seduto” sul posatoio. E’ esattamente l’opposto di ciò che lo standard prescrive e che nella vista laterale ci viene correttamente indicato.
L’errore nasce dal fatto che il disegnatore ha ottenuto questo disegno copiandolo per sovrapposizione dalla vista dall’alto. Ma è una forzatura che genera senza dubbio incongruenze prospettiche.

fife fancy nuovo standard 2 modifiche RID

Molto più utile sarebbe stato realizzare una vista a ¾. Peccato: per un canarino di forma e posizione sarebbe indispensabile come bene ha intuito la Commissione tecnica italiana che l’ha voluto nello standard FOI dal 2001.
La vista a ¾, leggermente presa in altezza, è l’unica possibile per offrire elementi utili a una corretta valutazione della rotondità del soggetto.
Quanti Fife Fancy offrono una splendida visuale laterale (se ne vedono tantissimi pubblicati in foto su Facebook) ma che poi, visti dal vivo, denotano fianchi non rotondi e smussati. E’ uno dei difetti a mio parere più gravi per un canarino che ha nella sua rotondità un fattore che lo definisce, al pari per esempio del Border. Ve lo immaginate un Border tondo solo alla vista di lato e da sopra no? BUUU! Verrebbe da esclamare.
Mi si può dire che per cogliere questo aspetto basta il disegno con vista dall’alto. Io rispondo: sì e no.
La vista dall’alto è perfetta per tracciare un corpo tondeggiante a ovetto ma è monca nel senso che non è sufficiente per stimare la COMPLETA rotondità del soggetto nel suo complesso. In buona sostanza un Fife Fancy tondo se visto dall’alto potrebbe nascondere difetti di piumaggio sopra e/o sotto le ali tali: piume abbondanti, debordanti, con sbuffi che sbucano da sotto le ali. E’ solo un esempio.
Proviamo quindi a guardare un disegno di un Fife Fancy a ¾ per capire come si può meglio valutarlo in questa visuale che è finalmente “quasi tridimensionale” nel senso che è l’unica in grado di farci stimare la profondità. Con la vista laterale e dall’alto si rimane a due dimensioni, ovviamente molto parziali per un animale vivo.
Per questo motivo un buon giudice di Fife Fancy lo si vede quando prende da sotto la gabbia a concorso e la porta in basso per vedere il canarino dall’alto e poi la muove lentamente per ottenere una corretta visuale da ¾ su TUTTO IL CORPO. Quanti lo fanno? Ne ho visti davvero pochi.

Ultimo standard pubblicato dalla Federazione italiana. Si noti in alto la vista a 3/4

Ultimo standard pubblicato dalla Federazione italiana. Si noti la vista a 3/4

 

Le mie conclusioni sul disegno dello standard del Fife Fancy (prima immagine con 4 disegni in alto) sono queste: un ottimo passo avanti ufficializzato in Gran Bretagna. Dimentichiamoci la vista frontale ma, per il resto, è un ideale cha va perseguito e compreso fino in fondo col tempo e l’applicazione. Ma va soprattutto fatto nostro, direi quasi amato.
Lo spazio qui sotto è a disposizione di tutti i commenti.