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Posts Tagged ‘mostra ornitologica internazionale di Reggio Emilia’

Ardesia-Daolio-RID

Il mio ardesia da 93 punti

ardesia-pezzato-Cantante-RID

Primo ardesia pezzato. Allevatore Cantante.

A Reggio ancora una volta si è tenuto il più classico e atteso degli appuntamenti per chi ama l’ornitologia e per chi alleva uccelli di ogni razza. Quest’anno mi è arrivata voce di un ingabbio totale attorno ai 23.000 soggetti esposti a concorso. Difficile stimare la presenza numerica degli uccelli nei due padiglioni della Fiera di Reggio Emilia dedicata alla mostra-scambio: forse dieci volte tanto quelli a concorso? Un appuntamento ormai assurto al primo posto assoluto al mondo per qualità e quantità dei volatili presenti.

Per la prima volta dopo molti anni ero presente entrambi i giorni alla mostra-scambio. Nel caos più totale dovuto al sovraffollamento e alla ristrettezza degli spazi, ho avuto occasione di scambiare opinioni e pareri con altri allevatori di Fife Fancy, italiani ed esteri. Molti seguono questo blog e si sono complimentati per la mia costanza nel tenerlo aggiornato con notizie fresche dal mondo dell’ornitofilia e dell’allevamento del Fife Fancy soprattutto.

Tuttavia ho avuto meno tempo per visionare altre razze di soggetti esposti in mostra e soprattutto di fare fotografie accettabili.

Primo bianco. Allevatore Trevisani.

Primo bianco. Allevatore Trevisani.

Primo ardesia. Allevatore Alecci.

Primo ardesia. Allevatore Alecci.

Brinato cinnamon - fawn. Allevatore Jemmett.

Brinato cinnamon – fawn. Allevatore Jemmett.

Brinato pezzato. Allevatore Apuzzo.

Brinato pezzato. Allevatore Apuzzo.

Brinato verde. Allevatore Baggi.

Brinato verde. Allevatore Baggi.

Era circa una decina d’anni che, per un motivo o per l’altro, non riuscivo ad essere presente come espositore a Reggio Emilia. Quest’anno ce l’ho fatta e, pur non avendo preparato i soggetti alla mostra, ho ottenuto un 93 punti, due 91 e alcuni 90. Un dato molto interessante soprattutto se consideriamo le non ottimali posizioni dei miei canarini nell’area espositiva. Infatti a me è toccato l’ingabbio a partire dalla prima fila verticale delle gabbie all’inizio della spalliera, proprio dove è massimo il passaggio e quindi il disturbo dei visitatori. Purtroppo questa posizione ha lasciato il segno in un canarino che si è arruffato per tutto il tempo e per un secondo che è deceduto. Peccato perché proprio su quest’ultimo puntavo per la stagione riproduttiva dell’anno prossimo. Anche alcuni punteggi sono stati la conseguenza di quel posizionamento e dello stress conseguente. Ma sono cose che accadono e non c’è nulla da fare. L’organizzazione, sempre impeccabile, non ha nessuna colpa.

Più giudici si sono alternati nel settore dei Fife Fancy e le differenze di valutazione si sono viste eccome tra il belga, il portoghese e l’italiano. Forse su questo punto si potrebbe lavorare perché c’è spazio per migliorare nell’uniformità dei giudizi.

La stessa difformità l’ho notata, per esempio, nei Border dove soggetti di altissimo valore hanno ottenuto piazzamenti inspiegabilmente mediocri.

Tornando ai Fife Fancy quest’anno a Reggio credo si sia registrato il record di ingabbi: oltre 500 soggetti tra singoli e stamm! Siamo ad un livello quantitativo che, se ancora piuttosto lontano dalle specialistiche inglesi, potrebbe comunque dire la sua.

Dal lato qualitativo si apre una discussione che rischia di essere un ritornello senza fine. Mai come quest’anno ho visto tanti piccolissimi Fife Fancy, anche sotto gli 11 cm di lunghezza quando lo standard dice di stare sì sugli 11cm, ma come misura IDEALE. In certi casi si tratta di canarini aggraziati ma più i canarini micro-Fife saranno premiati e più si continuerà a seminare confusione orientando gli allevatori a selezionare per la taglia e la lunghezza massima mettendo in secondo piano altre, ben più importanti, caratteristiche che lo standard ESIGE perché senza di quelle non si può parlare di Fife Fancy! Che senso ha produrre Fife molto piccoli se poi si perdono gli altri connotati? Ne vale la pena?

Vedo con preoccupazione che ormai si sta instaurando una sorta di “via italiana” al Fife Fancy dimenticando che lo standard non ce lo possiamo “adattare” in casa ma che è stato creato in Gran Bretagna dove gli allevatori di Fife Fancy si attengono alle note salienti dello standard senza lasciarsi andare alla spasmodica ricerca della taglia minima. Se alcuni di noi stanno ormai puntando al microcanarino (ma perché???), oltre Manica se ne stanno tranquilli anche a 12 cm (o spesso anche di più), ma con soggetti di altissima aderenza allo standard per forma e posizione.

Le linee di selezione che, secondo la logica, dovrebbero essere parallele tra i Fife di Italia e Gran Bretagna, inspiegabilmente si allontanano con i nostri che se ne vanno per i fatti loro.

La conseguenza era evidente a Reggio Emilia: grandissima presenza di piumaggi lenti e scomposti perché troppo molli o troppo duri, perdita della rotondità a 360 gradi (ormai una rarità), testine piccolissime senza proporzione col corpo (quante!), non rotonde ma sempre più vicine alla forma di un dito mignolo, stacco di testa assente perché la micro-taglia non lo consente (uno dei difetti più comuni e più gravi). E tutto ciò a volte anche in soggetti premiati.

Di questo passo qualcuno potrebbe legittimamente arrivare a chiedere alla COM il riconoscimento di una nuova razza: il Fife Fancy Nano, ovvero Mini-Fife o ancora Fife Pigmeo…

Con queste mie righe ho voluto forzare la mano con toni decisi perché chi deve intendere, alla fine, intenda e la commissione tecnica prenda posizione anche per non lasciare i giudici allo sbaraglio di valutazioni che potrebbero diventare molto personali e sempre meno attinenti allo standard che in realtà è CHIARISSIMO.

Gli allevatori del Gloster ne sanno qualcosa: canarini piccoli ma senza rotondità o un poco più grandi e con tutte le altre carte in regola? Mi pare che la cosa sia alla fine stata spiegata agli allevatori e sto vedendo Gloster molto belli e tipici.

Credo davvero che il Fife Fancy meriti la giusta considerazione perché possa fare, nella corretta direzione, il salto di qualità fatto dal Border diversi anni addietro. In quel caso i risultati si sono visti!

Chiudo con la carrellata fotografica che vedi in questo post in cui i soggetti ritratti non sono necessariamente i più belli visti in mostra, ma quelli che si sono mostrati più docili e quindi fotografabili.

Complimenti comunque a tutti gli espositori perché è grazie ai loro sforzi che il nostro hobby può andare avanti e darci la soddisfazione di allevare una razza bellissima.

Giallo intenso. Allevatore Ceragioli.

Giallo intenso. Allevatore Ceragioli.

Intenso pezzato. Allevatore Cantante.

Intenso pezzato. Allevatore Cantante.

Un soggetto dello stamm verdi intensi, primo. Allevatore Baggi.

Un soggetto dello stamm verdi intensi, primo. Allevatore Baggi.

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