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Posts Tagged ‘svezzamento canarini’

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Ecco i primi Fife Fancy novelli 2013 entrati nella voliera

Ormai ci siamo. Almeno nel mio allevamento amatoriale di canarini Fife Fancy la stagione riproduttiva 2013 sta volgendo al termine. Pur avendo coppie ancora nel bel mezzo dell’impegno dell’allevamento dei piccoli, conto già una decina di gabbie liberate dagli occupanti. Nel contempo da inizio maggio ho aperto il volierone per i giovani svezzati che se ne stanno a volare tutto il giorno irrobustendo il tono muscolare. Solo poche coppie stanno deponendo per la seconda covata e di queste solo le migliori andranno avanti. Le altre nei prossimi giorni saranno fermate e anche per loro inizierà il riposo in voliera in attesa della muta.

Ho superato il numero di giovani nati Fife Fancy che mi ero prefisso e ancora altri ne devono nascere o devono ancora essere inanellati.

Al momento direi che, se le cose proseguono in questo modo ancora per un paio di settimane, il 2013 si potrebbe chiudere come un anno riproduttivo eccezionale per i Fife Fancy del mio allevamento di canarini.

Dal punto di vista qualitativo dovrebbe essere l’inizio di un nuovo percorso che ha l’obiettivo di rendere più evidenti certi connotati tipici del Fife Fancy, ben chiari nello standard ufficiale, ma poco o nulla presenti nei soggetti di questa razza visibili in Italia. Il percorso non sarà breve ma intanto è iniziato.

Che sia ormai l’ora di avviarci al termine lo dice anche lo stato di alcuni maschi che, focosi fino a pochi giorni fa, ora lo sono molto meno, talvolta fingono di ignorare le profferte amorose delle femmine e sembra mi vogliano dire: “non è ora che ci mandi in ferie?”

Alcuni hanno svolto un doppio o triplo lavoro, in certi casi anche aiutando la femmina nell’imbecco di voracissime nidiate di 5 piccoli. Anche per loro il riposo si avvicina. Forza, ragazzi, solo l’ultimo piccolo sforzo!

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Una ciotola di rusk

Una ciotola di rusk pronto per essere aggiunto di acqua

Il comune cous cous

Alzi la mano chi ha sentito parlare di “rusk” prima d’oggi.

Beh credo non siano pochi gli allevatori per i quali questo nome non è nuovo.

Tuttavia se andiamo a vedere quanti l’abbiano usato per i loro canarini, allora le cose cambiano radicalmente.

In effetti il rusk è certo un prodotto alimentare che non ha mai avuto un grande successo popolare tra i canaricultori italiani.

Tra miriadi di diverse ricette di pastoncino che in tanti si fanno in casa e i prodotti già pronti delle industrie c’è tanto tra cui destreggiarsi e cercare qualcosa di nuovo fa perdere tempo. Meglio restare nella tradizione e, se vogliamo un tocco di originalità e un occhio al risparmio, scegliamo il reperibilissimo e ottimo cous-cous che ai nostri beniamini alati di solito risulta piuttosto gradito.

Perché allora cercare altro?

Facciamo un passo indietro: cos’è questo rusk?

Un distributore italiano traduce questo termine inglese con “crostino di pane” forse prendendo il termine troppo alla lettera perché di pane non se ne vede traccia. Alla vista sembra tutto meno che un prodotto da panificio.

In realtà si tratta di un impasto ottenuto con frumento, poi reso compatto, asciugato completamente e alla fine sbriciolato grossolanamente. Il risultato potrebbe sembrare una sorta di cous-cous molto secco e un poco polveroso. La grana non è tondeggiante ma irregolare e di più grossa pezzatura. In Gran Bretagna è molto comune in cucina per uso umano quale base per varie ricette.

Mi è mancato il tempo per una indagine approfondita circa il valore nutritivo ma credo non si discosti molto da quello del cous-cous. Proprio come questo prodotto va aggiunto di acqua che lo fa aumentare di volume prima della somministrazione ai canarini. L’operazione, che con acqua tiepida è più rapida, si conclude comunque nel giro di pochi minuti. Occorre fare un minimo di esperienza nel dosare acqua e rusk nella giusta proporzione ma in un paio di volte si raggiunge il migliore risultato di un pastone morbido.

Perché preferirlo al cous-cous?

La mia personale esperienza dice che la resa, una volta assorbita l’acqua, è molto maggiore, quindi a parità di prodotto il risultato quantitativo disponibile per i becchi degli affamati piccoli di canarino è superiore, più che doppio.

L’appetibilità mi è sembrata decisamente più alta forse perché la massa alimentare che ne deriva è estremamente soffice. Non appena abituati, nove genitori su dieci lo divorano letteralmente per imbeccare i nidiacei dai primi giorni fino all’indipendenza aumentandone poi il consumo man mano che i pulli crescono.

E’ ottimo per lo svezzamento e quando i giovani sono sistemati in gabbie senza chi li possa imbeccare, trovano nel rusk un alimento che mangiano avidamente e fondamentale per la loro crescita.

Spesso aggiungo al prodotto una piccola parte di semi ammollati per accrescere l’attrazione dei soggetti adulti più riluttanti ma a dire il vero la stragrande parte dei canarini lo apprezza fin da subito e la totalità dei giovani dell’annata ne è ghiotta.

Quei canarini che non lo conoscono (per esempio i nuovi acquisti provenienti da allevatori che non ne fanno uso) anche se non sono stati precedentemente abituati, una volta che i piccoli hanno superato la settimana e sono famelici, proveranno ad assaggiarlo per offrirlo ai nidiacei. Il gioco è fatto: una volta iniziato non ne faranno più a meno!

Per me è una soddisfazione vedere i Fife Fancy che seguono bramosi i movimenti della ciotola che contiene il rusk ammollato pronto per l’uso quando il contenitore è ancora nelle mie mani. Una volta messo nel porta-pastoncino, subito ci si tuffano e lo divorano. Non tutti hanno questa reazione (anche i pennuti hanno un carattere e i propri gusti… e questo vale per quasi tutti gli alimenti) ma alcuni ne sono talmente ghiotti che non riesco a capacitarmi del fatto che nel giro di un paio d’ore i contenitori del rusk siano completamente spazzolati e lucidi! Tanto che mi costringono a somministrazioni bis.

 

Se escludiamo un po’ di budino d’uovo (ne parlerò in altra occasione), nel mio allevamento non uso altri alimenti per la fase di imbecco e crescita dei novelli, solo giusto un poco di pastoncino secco e nient’altro. E i piccoli Fife Fancy crescono che è una meraviglia.

Lo stesso è avvenuto quando, in anni in cui il mio tempo era veramente al limite minimo, fornivo solo rusk per l’imbecco. O quello o niente. I piccoli erano portati allo svezzamento senza alcun problema, sanissimi.

Così facendo da molto anni ho eliminato completamente il pastoncino morbido che è sì appetibile ma di certo poco salutare per i canarini perché eccessivamente grasso.

 

Due piccoli nei: il prezzo (al momento in cui scrivo è attorno a euro 2,50 al kg) lo pone ad un livello superiore al cous-cous che costa circa la metà o anche meno.

Anche la reperibilità è tutt’altro che semplice perché conosco solo due distributori in Italia realmente forniti con continuità e nei negozi di ornitologia non è semplice trovarlo.

Se si arrivasse ad una maggiore conoscenza dei vantaggi del rusk tra gli allevatori italiani, di certo i due elementi appena citati migliorerebbero senz’altro rendendolo più economico e facilmente reperibile nei punti vendita del settore.

Se parliamo di costo va comunque considerato che il rusk ha un’ottima resa, quindi con poco si sfamano molte nidiate di piccoli e anche chi ha molte coppie non è costretto a svenarsi ma riesce a concludere la stagione riproduttiva con una spesa tutto sommato modesta.

 

Nei vantaggi non va dimenticato un aspetto che per molti è rilevante. Essendo molto appetibile ai più, si presta ottimamente per essere amalgamato con vitamine, integratori vari e, se serve, medicinali. I canarini, adulti e novelli che siano, se ne ciberanno ugualmente evitando le somministrazioni in acqua a tutti i beverini, uno per uno. Per chi ha diverse coppie è certo un bel guadagno di tempo.

 

Per me il rusk è un alimento insostituibile nel periodo riproduttivo per tutte le sue buone qualità e vantaggi anche organizzativi per chi ha poco tempo da dedicare ai suoi beniamini pennuti.

Particolare della grana del rusk

Particolare della grana del cous cous

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Il piccolo di Fife Fancy numero 100 dell’annata 2012

Anche in questa tribolata annata riproduttiva 2012 ho superato quota 100 Fife Fancy nati.

E’ un dato che sto confermando negli ultimi anni con una trentina di coppie in riproduzione.

Alcune coppie hanno avuto ritardi o problemi nel primo round dell’allevamento ma ora quasi tutto è al meglio e mi sto avviando a Giugno, mese in cui faccio terminare la riproduzione.

Al momento solo una è intenta ad allevare il frutto della seconda covata, le altre sono un poco in ritardo.

Sto attrezzando la grande voliera dove ospiterò per tutta l’estate i novelli.

Al momento sono alloggiati in gabbioni da 120 cm per la fase post-svezzamento che dura 15-20 giorni.

Nella foto ho voluto ritrarre proprio il Fife Fancy numero 100 mentre sta uscendo dal guscio.

Spero sia un buon augurio per il resto della stagione riproduttiva e per la salute generale dei canarini del mio allevamento amatoriale.

E tu che mi leggi? E’ andato tutto bene da te?

Se vuoi dirmi la tua, raccontare la tua esperienza 2012, puoi scrivere un tuo gradito commento qui sotto nell’apposito spazio.

Grazie.

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