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Archive for the ‘Selezione e genetica’ Category

novelli 2015 fife fancy - 3

Fife Fancy novello, futuro giallo brinato pezzato, probabile maschio.

 

Di solito faccio il punto della situazione del mio allevamento di canarini Fife Fancy ad Aprile. Quest’anno non ne ho avuto il tempo e ne parlo quasi in chiusura della stagione riproduttiva. Proprio così, qui da me l’inizio di Giugno segna la fine degli sforzi riproduttivi dei miei canarini e l’entrata in voliera graduale di tutti i soggetti, adulti e novelli, in voliera per la muta.
Alcuni giovani svezzati sono già nel volierone loro dedicato da alcune settimane e ora tocca agli altri.
Nei prossimi giorni anticiperò il lavaggio delle prime gabbie da riproduzione svuotate, e ce ne sono!

Devo dire che, ad ora, posso considerare l’annata 2015 come eccezionale.
Le coppie sono entrate in estro regolarmente tra fine febbraio e marzo, hanno deposto con abbondanza e hanno riempito i nidi di uova in gran parte gallate e poi schiuse.
La mortalità neonatale è stata insignificante numericamente e quella di soggetti impiumati praticamente nulla o quasi.

 

novelli-2015-fife-fancy---2
Nonostante abbia ridotto drasticamente il numero di coppie rispetto al 2014 e mi sia concentrato soltanto sui Fife Fancy, la quantità dei soggetti allevati è più che buona, per i miei obiettivi di selezione è decisamente ottimale. Molti meno soggetti da cedere e più da studiare e coccolare per il futuro anno come riproduttori.
Nessuna malattia presente in allevamento, zero antibiotici usati, novelli belli e sani, robusti e ben impiumati. Nessun problema di acari.
Insomma il 2015 andrà iscritto negli annali come il mio migliore anno di allevatore di canarini.
La qualità?
Bè, meglio attendere con pazienza una completa muta delle penne e ne riparleremo a Ottobre.
Ma… certe testine belle tonde, certi corpicini a ovetto mi fanno sperare bene.
Come chi mi conosce sa, io non allevo per le mostre ma per la qualità del ceppo in relazione allo standard del Fife Fancy.
Da questo punto di vista mi pare che l’annata in corso possa segnare il salto di un ulteriore gradino nella infinita scala per raggiungere il Fife Fancy che ho in testa…..

 

novelli-2015-fife-fancy

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Diversi angoli di visuale dello standard inglese del Fife Fancy

Diversi angoli di visuale dello standard inglese del Fife Fancy

Nelle scorse settimane si è tornati a parlare di standard del Fife Fancy. Lo dobbiamo al gruppo Facebook “Italian Fife canary club” che ha pubblicato una scheda esauriente, completa sia di descrizione dei vari punti dello standard che dei relativi disegni approvati dalla federazione inglese.
Quando si tratta dei disegni si scatena il confronto delle opinioni. Giustissimo. Non perché li si possa cambiare a seconda dei gusti ma perché, divenendo la traccia ufficiale che guiderà la selezione della razza nei prossimi anni, le scelte degli allevatori dovranno per forza uniformarsi ad essi. E allo stesso modo quelle dei giudici!
I disegni sono di Andy Mc Ewan, illustratore che ha seguito l’evoluzione dello standard del Fife Fancy essendo autore anche del disegno ufficiale inglese realizzato nel 1995.
Dopo 20 anni da quel disegno che per certi versi si potrebbe definire “rivoluzionario”, vorrei ora entrare nel merito di quello che è l’ideale Fife Fancy, almeno sulla carta. Dal vivo è un’altra cosa ma dalla carta si comincia ed è irrinunciabile riferimento.

Il vecchio disegno dello standard inglese. Di Andy Mc Ewan, 1995

Il vecchio disegno dello standard inglese.  Anno 1995

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 1995.

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 1995.

Ho definito rivoluzionario, almeno per noi italiani, il disegno del 1995 e per farsene un’idea basta il confronto con lo standard ufficiale FOI pubblicato proprio nel 1995 sui “Criteri di Giudizio” della federazione, la bibbia dell’allevatore e del giudice. Sembrano due razze diverse, vero?
Le cose sono migliorate con un nuovo disegno pubblicato nei “Criteri di Giudizio” del 2001 dove è anche riprodotto un modello di Fife Fancy di ¾ e non solo lateralmente: innovazione positiva.

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 2001.

Standard italiano del Fife Fancy. Anno 2001.

 

Standard Fife Fancy. Vista laterale.
Trovo il disegno eccellente, capace di mettere in mostra la rotondità, lo stacco di nuca, la forma della testa, il dorso e la chiusura inferiore del piumaggio dal petto fino alle zampe, anch’esse correttamente rappresentate ben dritte ma non assurdamente come quelle di un fenicottero. Da questa visuale il Fife Fancy dimostra tutta la sua eleganza ed è davvero uno standard che occorre perseguire. Gran bel canarino, insomma.
Si tratta dell’evoluzione del disegno del 1995, migliorato accentuando alcune caratteristiche come il dorso e lo stacco di nuca che migliora non solo la testa ma l’eleganza tutta del nostro canarino, reso giustamente più compatto e meno lungo mettendone in evidenza la maggiore rotondità e il diverso angolo delle zampe.
Questo nuovo disegno in realtà è tutto meno che nuovo. E’ noto oltre Manica da diversi anni ed è stato pubblicato in vari colori e contrasto di pezzature nel libro di Terry Kelly che è del 2000!
A quei tempi non era ufficiale, potremmo dire che era “troppo avanti” e poteva contare su una nutrita schiera di detrattori che lo vedevano troppo simile ad un piccolo Border. Vecchia diatriba che con questo ultimo standard avrà fine: il Fife Fancy è un piccolo Border .
Torniamo a oggi.
L’unico appunto che mi sento di fare al disegno riguarda il sottocoda, la parte di piumaggio che funge da copertura della zona cloacale e di raccordo con la coda. Non è questione estetica ma aerodinamica (non dimentichiamo che il canarino vola!), un modo che la natura offre ai pennuti per rendere armoniche le piume (sottocoda) con le penne (coda).
Il sottocoda mi sembra eccessivamente prolungato e propongo una piccola personale interpretazione che ritengo più consona alla natura del nostro canarino e più logica se parte di una strategia che tenda a renderlo più compatto.
Questione di poco: ogni attento allevatore saprà interpretare al meglio. Nulla, quindi che vada a inficiare la qualità del lavoro del disegnatore e di chi ha approvato il disegno.

Vista laterale del Fife Fancy con modifica del sottocoda

Vista laterale del Fife Fancy con modifica del sottocoda

 

Standard Fife Fancy. Vista da sopra
Anche la vista da sopra mi sembra molto ben realizzata.
Volendo essere precisi la testa risulta troppo avanti rispetto alla stessa rappresentata nella vista laterale ma guardiamo alla sostanza. L’intento, chiarissimo, è quello di segnare una svolta decisa rispetto a quei corpi strettini che si vedono frequentemente nelle mostre e che molto spesso accompagnano soggetti vincitori. Si tratta di un bel passo avanti che, come tale, provoca sconcerto in alcuni. L’accentuata rotondità è il segno deciso dell’obbiettivo cui puntare e va benissimo!
E’ un disegno ideale e ci indica che dobbiamo lavorare per rendere più compatto e armonico il Fife Fancy che, dall’alto deve sempre più tendere a un bel cuore.
Ottimo il rapporto con la coda giustamente stretta, la chiusura delle ali e con la testolina rotonda che si stacca dal resto in un insieme armonico.

 

Standard Fife Fancy. Vista frontale
Qui vengono i dolori. Nulla di male, per carità. Sono ancora convinto che si tratti di errori veniali che in una prossima occasione si potrebbero sistemare.
Prima di tutto va detto che lo standard non si dovrebbe rappresentare con una vista frontale. Serve a poco perché i canarini non si mettono mai fermi a guardarci frontalmente, quindi la nostra selezione non è aiutata da questo angolo di visuale e sfido qualsiasi giudice al mondo, anche il più esperto, a riuscire a trarre valutazioni in questo modo. Ci vorrebbe Superman (o un canarino imbalsamato!).
Quello che non mi piace è la prospettiva, completamente sbagliata. Se accostiamo il disegno laterale con quello frontale ci rendiamo conto di come la coda penzoli desolantemente verso il basso senza logica. Se lateralmente la punta della coda sta all’altezza delle zampe, quindi sopra il posatoio, non si capisce perché frontalmente sia tanto bassa!
Se poi aggiungiamo la posizione troppo divaricata delle zampe, ancora una volta ben diverse dalla prospettiva laterale, otteniamo una visione di un Fife Fancy quasi “seduto” sul posatoio. E’ esattamente l’opposto di ciò che lo standard prescrive e che nella vista laterale ci viene correttamente indicato.
L’errore nasce dal fatto che il disegnatore ha ottenuto questo disegno copiandolo per sovrapposizione dalla vista dall’alto. Ma è una forzatura che genera senza dubbio incongruenze prospettiche.

fife fancy nuovo standard 2 modifiche RID

Molto più utile sarebbe stato realizzare una vista a ¾. Peccato: per un canarino di forma e posizione sarebbe indispensabile come bene ha intuito la Commissione tecnica italiana che l’ha voluto nello standard FOI dal 2001.
La vista a ¾, leggermente presa in altezza, è l’unica possibile per offrire elementi utili a una corretta valutazione della rotondità del soggetto.
Quanti Fife Fancy offrono una splendida visuale laterale (se ne vedono tantissimi pubblicati in foto su Facebook) ma che poi, visti dal vivo, denotano fianchi non rotondi e smussati. E’ uno dei difetti a mio parere più gravi per un canarino che ha nella sua rotondità un fattore che lo definisce, al pari per esempio del Border. Ve lo immaginate un Border tondo solo alla vista di lato e da sopra no? BUUU! Verrebbe da esclamare.
Mi si può dire che per cogliere questo aspetto basta il disegno con vista dall’alto. Io rispondo: sì e no.
La vista dall’alto è perfetta per tracciare un corpo tondeggiante a ovetto ma è monca nel senso che non è sufficiente per stimare la COMPLETA rotondità del soggetto nel suo complesso. In buona sostanza un Fife Fancy tondo se visto dall’alto potrebbe nascondere difetti di piumaggio sopra e/o sotto le ali tali: piume abbondanti, debordanti, con sbuffi che sbucano da sotto le ali. E’ solo un esempio.
Proviamo quindi a guardare un disegno di un Fife Fancy a ¾ per capire come si può meglio valutarlo in questa visuale che è finalmente “quasi tridimensionale” nel senso che è l’unica in grado di farci stimare la profondità. Con la vista laterale e dall’alto si rimane a due dimensioni, ovviamente molto parziali per un animale vivo.
Per questo motivo un buon giudice di Fife Fancy lo si vede quando prende da sotto la gabbia a concorso e la porta in basso per vedere il canarino dall’alto e poi la muove lentamente per ottenere una corretta visuale da ¾ su TUTTO IL CORPO. Quanti lo fanno? Ne ho visti davvero pochi.

Ultimo standard pubblicato dalla Federazione italiana. Si noti in alto la vista a 3/4

Ultimo standard pubblicato dalla Federazione italiana. Si noti la vista a 3/4

 

Le mie conclusioni sul disegno dello standard del Fife Fancy (prima immagine con 4 disegni in alto) sono queste: un ottimo passo avanti ufficializzato in Gran Bretagna. Dimentichiamoci la vista frontale ma, per il resto, è un ideale cha va perseguito e compreso fino in fondo col tempo e l’applicazione. Ma va soprattutto fatto nostro, direi quasi amato.
Lo spazio qui sotto è a disposizione di tutti i commenti.

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il mio Fife Fancy verde brinato di cui parlo

Il mio Fife Fancy verde brinato di cui parlo nell’articolo

Torno ancora una volta sulla mostra ornitologica internazionale di Reggio Emilia 2013.

Quest’anno davvero ha dato molto da dire (e nel mio caso da scrivere) sui Fife Fancy e sul trattamento ricevuto da parte della quaterna di giudici internazionali chiamati a dare i punteggi ai canarini esposti a concorso.

Nell’ambito di una generale situazione in cui ben pochi Fife Fancy hanno raggiunto il podio e posizioni onorevoli, ci sono state di converso montagne di uccelletti di razza Fife degne del mattatoio (paragone infelice! ma calzante). Chi è quel pazzo che allevando canarini di forma e posizione ritiene di proseguire una selezione riproduttiva che ha partorito canarini presunti da mostra che poi hanno incassato voti talmente bassi da decretarne una sonora bocciatura? E’ un po’ come dire: il mio figliolo è bravo e studioso quindi è degno di fare l’università anche se ha preso tutti 4 o 3 in pagella. Umh, qualcosa non va, vero? Eppure è accaduto anche ad allevatori di nome ben noto per ottimi e continui piazzamenti oltre che ad allevatori che da una vita amano e riproducono il Fife Fancy con successo e perseveranza.

Non conoscono forse più lo standard? Può essere. Tra coloro che hanno questa amnesia ci sono anch’io avendo avuto un canarino “bollato” con un 84 e tra tutti quelli bocciati con 86, 85, 84 e 83 sono in buona compagnia.

Il mio Fife Fancy e la posizione

Il mio Fife Fancy e la posizione

Allevo il Fife Fancy dalla fine degli anni Novanta e mi sono fatto una certa esperienza. Penso di conoscere qualcosina dello standard ufficiale ma sono comunque affamato di sapere, di conoscere e di migliorare.

Ho sempre saputo che i canarini classificatisi con votazioni tanto basse fossero da buttare oppure palesassero difetti tali e tanti dovuti alla mancanza di cure (piumaggi inguardabili, soggetti malati, canarini sporchi ecc.). Di sicuro un canarino da 85 – 84 – 83 punti è talmente scarso che non è un vero Fife ma una accozzaglia di sgangherate caratteristiche che lo allontanano dalla razza indicata nella scheda di ingabbio.

Poiché la cosa mi incuriosisce ho analizzato il mio “84”, ho valutato punto per punto la scheda di giudizio e l’ho pure fotografato. Così, tanto per fare, magari per capire meglio. Sicuramente per mettere in gioco le mie capacità di “giudice” dei miei stessi canarini.

Il mio Fife Fancy: testa rotonda?

Il mio Fife Fancy: testa poco rotonda?

Si tratta di un verde brinato. Dico fin da ora che è nella lista dei miei “incedibili” perché proviene da una linea di sangue che a mio parere promette bene. Quindi essendo una femmina è già da tempo stato scelto il degno suo consorte che ha interessanti caratteristiche, un verde intenso. Se la stagione riproduttiva sarà fortunata mi piacerebbe parlare la prossima estate dei figli di questa “strana” femmina da 84 punti. Li vedremo e li commenteremo.

Il mio Fife Fancy: attivo e curioso

Il mio Fife Fancy: attivo e curioso

Scheda punti (vedi in fondo al post) del mio Fife Fancy anello 110 del 2013:

Taglia: punti 21 su 25 quindi una decisa penalizzazione di ben 4 punti. Mi sembra pesante ma ci può stare perché in genere i miei canarini non sono microFife e il canarino in questione in effetti non è piccolo. Io avrei dato 22 su 25.

Testa e collo: punti 8 su 10. Qui faccio fatica a capire i due punti di penalizzazione perché è un brinato proporzionato per questi connotati. Ovviamente non essendo un piccolo canarino la testa è in proporzione. Io avrei dato 9 punti.

Corpo e dorso: punti 7 su 10. Penalizzazione molto forte anche se il dorso è ben presente e il corpo tutt’altro che sgraziato. Ammettiamo che sul tavolo non stava dando il meglio ma questo canarino credo meriti almeno 8 punti.

Il mio Fife Fancy. Primo piano sul suo dorso

Il mio Fife Fancy. Primo piano sul dorso

Ali: punti 9 su 10. Penalizzazione leggera ma presente. Su questa posso concordare.

Piumaggio: punti 8 su 10. Qui non capisco. Il piumaggio è bello, lucente (è pur sempre un brinato), sericeo e compatto senza sbuffi. Forse il canarino si è tirato proprio in fase di giudizio? Boh, possibile. Io avrei dato almeno 9.

Colore: punti 9 su 10. Ancora una leggera penalizzazione ma in questo caso le foto, non dovendo riprendere forma e movimento, rappresentano la pura realtà, senza dubbi e interpretazioni. Che ne dici? Io comunque su questa voce non avrei dato penalizzazioni.

Posizione e movimento: punti 8 su 10. Altra penalizzazione e allora ipotizziamo che al momento in cui il giudice l’aveva davanti agli occhi forse si è accucciato… Pur essendo un canarino di buone zampe e non avendo mai manifestato questo difetto in allevamento voglio anch’io togliergli due punti!

Gambe (in realtà negli uccelli si dice zampe!): 5 su 5. Finalmente non penalizzato!

Coda: 5 su 5. Ancora salvo!

Condizioni generali: 4 su 5. Questa proprio non la capisco. Era ed è tutt’ora in formissima, vivace, con una bella piuma pulita e splendente. Io avrei dato 5.

Ok, il mio gioco a fare il giudice è finito. Quanti punti avrebbe preso col mio inutile e personalissimo giudizio? Faccio i conti ed esce 90 ! Troppo? Forse si. Forse no. Non mi sembra di essere stato tenero e troppo di parte. E comunque ho giocato.

Accetto fin da ora le critiche e i pareri di tutti. Beninteso non posso certamente chiederti di esprimere il tuo giudizio solo attenendoti ad alcune immagini che possono essere fuorvianti e il mio esperimento si conclude con un sorriso. Nulla di più.

Forse ho imparato qualcosa di nuovo e forse ho capito perché i Gloster (per esempio) in grandissima parte hanno ottenuto dai 90 punti in su.

Il mio Fife Fancy e il colore del piumaggio

Il mio Fife Fancy e il colore del piumaggio

scheda-giudizio-fife-84-punti

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Mostra ornitologica Reggio Emilia. Settore canarini di forma e posizione.

Mostra ornitologica Reggio Emilia. Settore canarini di forma e posizione.

Ho scritto come al solito volentieri un commento sui Fife Fancy esposti alla internazionale di Reggio Emilia 2013. Ora riprendo l’argomento iniziato allora perché forse non si sono pesate e valutate nel modo più corretto le risultanze dei giudizi dei canarini esposti di questa bellissima razza.

Cosa è successo nella più grande e rinomata manifestazione ornitofila italiana?

Beh, i Fife Fancy esposti, con microscopiche eccezioni, sono stati bastonati severamente come mai accaduto prima. Poco male, dirai, ci sarà una prossima occasione. Giusto.

Tuttavia l’accaduto mi porta ad alcune riflessioni senza pretese che faccio scrivendo questo articolo per gli appassionati della razza.

I giudici erano quattro: olandese, italiano, francese e spagnolo.

Essendosi divisi (credo equamente) i soggetti da giudicare, hanno scritto sulla scheda valutazioni sostanzialmente non difformi perché tutti hanno premiato con 90 punti e più solo pochissimi canarini, oasi nel deserto o aghi nel pagliaio, fai tu.

E le altre razze a concorso?

Niente di tutto ciò. Infatti se guardiamo i dati di giudizio delle razze di forma e posizione numericamente più significative non possiamo non notare che la “bastonata” non le riguarda perché i giudici hanno ritenuto che i canarini rispondenti allo standard siano in buona proporzione numerica sul totale dei presenti. Nessun problema generale, insomma, ma buoni/ottimi canarini in bel numero e altrettanti non così buoni, da rivedere o da compensare durante la prossima stagione riproduttiva. Ma nulla di drammatico.

Nel caso del Fife Fancy questa variabilità è risultata del tutto assente. Numeri davvero minimi di buoni/ottimi soggetti e una valanga senza pietà di tutto il resto. I punteggi per questi ultimi sono andati dagli 89 fino agli 83 (ripeto: ottantatre!) punti. Ho difficoltà a ricordare Fife Fancy da 84 punti, figuriamoci da 83. Un dato storico.

Ho sempre saputo che i punteggi di canarini che per alcune caratteristiche difettano e si allontanano dallo standard possono arrivare comunemente a 87, anche a 86 per quelli con più chiari elementi da migliorare. Posso anche pensare ad un canarino che pecchi un po’ ovunque e che scenda a 85 ma al di sotto di questa soglia non si tratta più di un Fife Fancy ma di un’altra cosa. Forse ne riparlerò altrove.

Invece è successo e, si badi bene, solo nei Fife Fancy.

Nei Fife Fancy sono pochissimi i canarini di qualità.

Nei Fife Fancy sono pochissimi i canarini di qualità.

Quello che i giudici sono stati concordi nel dare è quindi un parere deciso e senza appelli sul Fife Fancy italiano che, nei fatti, viene classificato di serie B nella stragrande maggioranza dei casi.

E’ un elemento che deve far riflettere.

Peccato soltanto che non esista un momento di incontro tra giudici e allevatori per commentare assieme in generale la situazione dei canarini esposti e imparare proprio da chi giudica quali siano le più diffuse mancanze cui si dovrà rimediare.

Credo che sia compito della commissione tecnica valutare i dati emersi dalla mostra di Reggio Emilia ed estrapolarne indicazioni chiare e nette. Altrimenti la batosta per i nostri cari beniamini pennuti non sarà servita a nulla e a nessuno.

I nostri Fife hanno piumaggi scarsi?

I nostri Fife difettano per forma?

I nostri Fife hanno teste strette e poco o nulla tonde?

I nostri Fife hanno dorsi piatti?

Che queste siano tendenze imperanti nel nostro paese dove regna la ricerca del micro-Fife io lo scrivo da tempo e ormai mi è venuto a noia. Quello che mi sembra strano è che il “problema” si sia manifestato in modo esplosivo di punto in bianco in questa mostra e mai evidenziato prima. Molti allevatori si sarebbero mossi per tempo su binari selettivi più consoni. Il ritornello che gira da anni è che il Fife italiano è bello, per alcuni addirittura il più bello in assoluto.

La mostra di Reggio Emilia riporta tutti sulla terra e alla cruda “realtà”.

Ma va bene così se ciò serve per migliorare e crescere per portare tutti assieme a livelli più consoni il Fife italiano.

La commissione tecnica ha qualcosa da dire?

Nei Gloster il numero dei canarini validi e quelli meno è molto simile

Nei Gloster il numero dei canarini validi e quelli meno è molto simile

Si badi bene che le altre più note razze a concorso (vedi Gloster) non scendono sotto gli 86 punti minimi (salvo rarissime eccezioni) e che i canarini da 90 punti e oltre sono davvero in misura confortante come è giusto che sia.

Per dare un’idea di quello che sto dicendo ho realizzato due grafici. In alto c’è quello che riguarda l’amato (da noi) Fife Fancy, mentre nel secondo c’è il Gloster per confronto. Per semplificarmi le cose, i dati derivano in un caso e nell’altro dalle due categorie espositive numericamente più rappresentative all’interno della stessa razza.

Chi ha voglia di commentare lo faccia scrivendo nel box qui sotto!

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Fife Fancy

Uno dei miei migliori Fife Fancy del 2013 che si abbassa per volare sull’altro posatoio. Piume della coda rovinate dai compagni di gabbia!

Il titolo può essere fuorviante. In realtà trovo piacevole visitare le mostre ornitologiche perché sono momenti di incontro e di chiacchiere utili a scaricare le tensioni settimanali e i problemi che ognuno di noi ha. Il passatempo dell’allevamento di canarini è sempre rilassante e il parlare con altre persone che hanno lo stesso hobby è quanto di più “antistress” ci possa essere anche se si tratta di questioni, dobbiamo dirlo, di poco conto. Ma vanno benissimo!

Quello che i miei amici sanno è che io non amo particolarmente partecipare alle mostre ornitologiche come espositore.

È una mia caratteristica, un mio difetto che qualcuno anni addietro ha addirittura additato come comportamento antisociale rinfacciandomelo come fosse un peccato mortale. In realtà nulla di questo.

La verità è molto semplice. Nella gestione di un allevamento di canarini, nel mio caso di Fife Fancy, la cosa che preferisco e che trovo elettrizzante più di ogni altra è il momento in cui si creano i progetti per il futuro, si studiano i novelli uno per uno, quindi si individuano le coppie per l’anno a venire. Una fase creativa e complessa, fondamentale per tenere alta la qualità del ceppo.

Siamo in autunno ed è proprio in questi giorni che concludo il percorso che, iniziato a metà o fine settembre dopo la muta dei canarini novelli, mi porta a scegliere chi saranno i prossimi riproduttori, quali accoppiamenti fare e per quali fini. E inevitabilmente a mettere da parte i canarini che non faranno parte del mio selezionato team per la prossima primavera.

Infatti proprio quando i miei amici allevatori si dilettano a scegliere e preparare i campioni per le mostre, io non ci penso nemmeno e mi dedico a piena energia a progettare il futuro studiando maniacalmente per ore le testoline, le piume, il portamento eccetera per i soli fini riproduttivi. Strano vero?

Tanto strano che c’è chi mi chiama al telefono per ricordarmi di prenotare la mostra di Reggio Emilia perché altrimenti me ne dimenticherei (già successo più volte).

Confesso che per me è una sofferenza mettere da parte i canarini per le mostre (infatti non rientra nelle mie abitudini), toglierli dalle gabbie, caricarli nei trasportini e affrontare il viaggio che mi porterà all’ingabbio. Anche se, come nel caso di Reggio, alla fine per me è un giretto di una sola mezz’ora. Sono fatto così.

Conseguenza nefasta di questo mio atteggiamento mentale è quella di essere una frana nella preparazione dei canarini per le mostre. È una fase che non mi interessa, non mi regala piacere.

Non so cosa significhi il lavaggio delle piume e altre tecniche di toelettatura utili a portare i nostri beniamini presunti campioni a dare il meglio di sé davanti ai giudici. Io guardo con attenzione e severo giudizio la forma, la qualità della piuma, la rispondenza allo standard per tutti i caratteri e poi… stop.

Ovviamente non posso pretendere che il giudice chiuda un occhio su qualche penna che non vuole stare al suo posto, a qualche pennuzza beccuzzata dai compagni di gabbia, alle piume opache.

Proprio quest’ultimo è un elemento che mi devo decidere una volta per tutte ad affrontare, facendomi violenza. L’acqua della mia zona è ricchissima di calcare ed è sicuramente la peggiore perché quando il canarino fa il bagnetto è un po’ come se si stendesse una patina opaca sul piumaggio. Anche quando il Fife Fancy in questione è un gran bel canarino, il giudice appiopperà quel punto o due punti in meno. Purtroppo.

Stimo e invidio moltissimo quegli allevatori che mettono in gabbie singole da agosto quei canarini che sono destinati alle mostre e li coccolano in ambiente semisterile, pulito come una sala operatoria. Hanno tutta la mia stima ma… a me piace la selezione per lo standard e sono contento quando il livello qualitativo dei miei Fife Fancy sale e guadagna nuovi livelli con canarini di elevata genealogia. È il mio orgoglio, la mia soddisfazione, con o senza mostre.

Che fare allora? Cambiare hobby o cambiare cervello?

In attesa di una decisione attendo volontari che commentino qui sotto magari con i loro consigli per rendere al top l’immagine dei canarini per le mostre.

Fife Fancy

Bella femmina Fife Fancy destinata ad uno stamm. Purtroppo le penne della coda non sono ben allineate.

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clima-maggio-2013

A tutti noi allevatori di canarini è capitato di ricevere lo sfogo dell’amico e collega di hobby che ci ha detto: “il tempo è cambiato, è instabile, le femmine imbeccano poco e i piccoli muoiono. Questo sarà un brutto anno nell’allevamento.”

In questa pazza primavera 2013 nella quale a fine Maggio la temperatura era quasi invernale ho sentito di vari allevatori con grossi problemi e quindi con pochi canarini novelli “a causa del maltempo” e di una primavera “che non c’è stata”. Un amico che alleva canarini di colore in quantità avendo un alto numero di coppie si è sfogato dicendomi di aver perso la bellezza di 150 novelli a causa di questo tempo particolarmente instabile.

Davvero la causa di queste annate storte è da cercare nel clima e nelle sue stranezze? Non mi risulta che, a parte eventi eccezionali, in natura gli uccelli abbandonino la cova o smettano di alimentare i piccoli quando cambia il tempo. Qual è la verità?

Certamente gli sbalzi climatici in allevamento provocano una certa dose di stress che si può manifestare in vari modi tra cui quello di cambiare radicalmente e immediatamente le attività riproduttive. Nel campo dell’allevamento dei canarini è chiaro che le razze più selezionate e meno rustiche sono più delicate e quindi potenzialmente più soggette a questo stress climatico.

Allo stesso modo le razze meno spinte a livello di selezione consanguinea, vedi in parte i miei adorati Fife Fancy, sono meno sensibili. Eppure vari allevatori proprio di Fife Fancy mi hanno telefonato lamentando che il clima di questo periodo sta creando bassa natalità con molte uova chiare, scarsa o nulla attività di imbecco dei piccoli. Con conseguenze disastrose e numero di novelli svezzati piuttosto basso.

Dico la verità: credo che ci sia una minima parte di vero e che queste frasi vadano ricondotte alla ragione delle cose. Infatti sono parole in bocca di molti, forse di troppi, e in certi caso sono diventate vere e proprie leggende metropolitane.

Naturalmente in un allevamento di canarini (e non solo di quelli) tutto non è controllabile e gestibile con risultati certi e pianificati. C’è di mezzo la natura: quegli esserini col loro carattere, gli umori ma anche le malattie. D’altronde se proprio io che scrivo sono di sicuro una persona metereopatica tanto da essere nervoso quando le giornate si fanno buie e piovose, ci sta che anche gli animali possano esserlo. Dico questo per ribadire che una parte di verità c’è senz’altro nell’affermare che i canarini in riproduzione possano essere sensibili ai cambi di temperatura, di umidità soprattutto quando sono repentini e magari “fuori stagione”.

Tuttavia, siamo seri, perché c’è la seria possibilità che certe stragi di uova non fecondate oppure di piccoli che muoiono a causa degli sbalzi del termometro o di femmine che smettono improvvisamente di imbeccare sia un evento riconducibile ad imperizia dell’allevatore o ad altre diversissime cause. Non voglio dire che l’allevatore sia scarso, anzi. In sostanza penso che la radice del problema vada cercata accuratamente senza scaricarne le colpe sempre e comunque sui capricci della natura. Abuso di farmaci e di trattamenti “preventivi”, eccessiva consanguineità, stress da sovraffollamento, errori alimentari sono solo alcune delle cause che debbono essere analizzate con attenzione.

E su questi, contrariamente al clima, si può intervenire.

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113-2013-fife-fancy-ant-post

Due diverse visuali di un piccolo Fife Fancy di 25 giorni

Che sia chiaro: fare un bilancio della qualità e della rispondenza allo standard del Fife Fancy da Giugno è pura follia! Troppi sono i cambiamenti che tutti i canarini nati ogni anno devono affrontare da qui all’autunno per poter avere idee precise sul vero successo di un’annata riproduttiva. Lo stesso vale ovviamente anche per il mio allevamento amatoriale.

Tuttavia ogni anno mi piace fantasticare sui vari soggetti nati e svezzati che sono oggetto delle mie cure e delle mie attenzioni e che sono stati seguiti da me con maniacale attenzione durante tutte le fasi della loro vita a partire dalla deposizione dell’uovo da cui sono usciti. E ancor prima sono frutto di sapiente (?) ricerca dell’accoppiamento corretto (?) tra due canarini Fife Fancy che, una volta uniti, dovrebbero dare i soggetti desiderati. Quasi mai capita esattamente quello che l’allevatore ha previsto perchè la natura e le sue leggi (la genetica) vincono sempre.

È questa la parte più bella, a parer mio, dell’hobby dell’allevamento dei canarini di forma e posizione: la verifica che le nostre idee trovano corrispondenza nei piccoli nati e nella acquisizione delle caratteristiche desiderate per essere le più vicine possibile allo standard della razza.

Testa, dorso, nuca, chiusura sottopancia, coda, posizione, zampe, colore sono alcuni degli elementi che il Fife Fancy deve esprimere al top e che ogni allevatore cerca di individuare da ogni possibile indizio fin dalla prima giovinezza del canarino.

In questi giorni sto togliendo dalle gabbie cova parte dei piccoli Fife Fancy dell’annata 2013. Mentre si avviano alla voliera per completare il distacco dai genitori e iniziare la muta delle piume fortificando col volo l’apparato muscolare, uno ad uno sono osservati dal sottoscritto con falsa indifferenza. In realtà cerco di indovinare come saranno a muta completa.

Sono abbastanza restio a scattare foto in questo periodo in cui i piccoli per la gran parte sono spennacchiati e desiderano poter usufruire del bagnetto anche più volte al giorno, cosa che non hanno potuto fare dalla nascita ad oggi. Già mi è difficile fare fotografie quando sono in perfetta forma e piumaggio perfetto dopo la muta, figuriamoci ora.

Faccio eccezione per due o tre Fife Fancy attorno al mese di vita che immortalo proprio mentre li sto introducendo in voliera dove resteranno fino ad ottobre almeno.

Qui ho fotografato un verde di 25 giorni che mette in risalto alcune eccellenti caratteristiche della razza. Quali secondo te?

Le risposte possono essermi inviate nel box commenti qui sotto.

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